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Cinghiali, Oreiller: “Con i nostri controlli abbattiamo una media di 450 cinghiali all’anno”

AOSTA – “La risposta alla richiesta di Coldiretti Valle d’Aosta relativa all’aumento dei controlli della popolazione dei cinghiali sul territorio valdostano, la stiamo fornendo, da anni, con il perfezionamento e l’intensificazione delle uscite in base ai ‘monitoraggi’ dei cacciatori”.

Paolo Oreiller, Dirigente del Servizio Flora e Fauna dell’Assessorato regionale all’Agricoltura, ripone nei numeri l’impegno degli addetti ai lavori nel concretizzare il programma di contenimento dei cinghiali definito dalla Regione Valle d’Aosta.

Paolo Oreiller

Parliamo di cacciatori e forestali formati con corsi mirati. Corsi che garantiscono la riuscita del piano anche nelle ore notturne”, dichiara, illustrando il quadro della situazione cinghiali sul territorio regionale: “Pur comprendendo l’apprensione dei possessori di terreni coltivati che si vedono distrutto il loro lavoro a causa dell’incursione di questi selvatici, assicuro come sia molto elevata l’attenzione dell’amministrazione regionale nei loro confronti, ma non solo. Anche verso gli abitanti”.

Il riferimento è alla presenza di cinghiali in aree urbane, realtà che, in Valle d’Aosta, non si è mai verificata. Specifica: “In media, ogni anno, vengono abbattuti circa 300 cinghiali con l’attività di controllo. Prelievi che si aggiungono a quelli dei cacciatori, nel periodo della caccia, e portano il totale intorno ai 450 selvatici abbattuti“. Puntualizza: “Tra il 2020 e l’anno in corso, durante la stagione venatoria e con il piano di controllo sono stati eliminati 800 cinghiali”.

Illustra il mondo di questi suini selvatici: “In Natura, i cinghiali partoriscono dai sei ai sette piccoli una volta all’anno. Rare le volte in cui i piccoli sono soltanto due. E’ chiaro che la loro prolificità costituisce un problema, ma l’impegno della Regione è costante”.

Amministratori regionali che, ieri, sono stati chiamati in causa dagli agricoltori di Coldiretti scesi nelle piazze italiane, per protestare contro la crescente presenza dei cinghiali in strada, nei parchi, nei giardini d’infanzia, nelle piazze, nei cortili. Anche in Valle d’Aosta, Coldiretti è stata presente con un presidio a Place Deffeyes, davanti al palazzo regionale. “Rivendichiamo il diritto all’incolumità dei cittadini, dell’ambiente, del decoro urbano. Le leggi ci sono. Ora, occorre una buona politica”, hanno sottolineato.

I danni provocati da questi ‘carri armati’ dei boschi ammontano a 50 mila euro all’anno “cifra che la Regione si preoccupa di erogare agli agricoltori danneggiati”, sottolinea Paolo Oreiller. Fa notare, per contro, le difficoltà nell’installare dispositivi ideali a proteggere le colture dalle devastazioni dei cinghiali. “Le reti – dice – non sempre risultano sufficienti a disincentivare le loro incursioni, soprattutto se gli appezzamenti di terreno sono di notevoli dimensioni. I dissuasori funzionano nei campi con metratura contenuta”, conclude il Dirigente regionale.

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