Press "Enter" to skip to content

Champorcher, ecomuseo: avvio del progetto di ristrutturazione

CHAMPORCHER – La vecchia stalla, situata nella casa, di tre piani, di proprietà della famiglia Thomas, di Chardonney, acquistata dal Comune, a fine Anni Novanta, continua a sfoggiare l’ecomuseo allestito per continuare la tradizionale lavorazione della canapa. Uno sfoggio che, negli anni, si è diluito, adombrato, diventando sempre meno interessante agli occhi dei visitatori.

La volontà di un ritorno agli antichi splendori ha attivato l’amministrazione comunale, coordinata dalla sindaca Alice Chanoux, a riprendere il filo del discorso per rivitalizzare questo angolo della ‘memoria’. Una pregevole ‘nicchia’ impreziosita dalla presenza di un telaio, tutto in legno, compresi gli ingranaggi, originale, unico nell’arco alpino, ancora funzionante.

ecomuseo con telaio

Il progetto, realizzato dall’architetto Roberto Rosset, di Aosta, è stato avviato per quanto attiene all’intervento di stabilizzazione della casa e del ripristino del vecchio mulino, per un importo totale di 450 mila euro.

Abbiamo utilizzato gli avanzi di amministrazione – dice la sindaca -. La spesa complessiva si aggira attorno ai 700/800 mila euro. Cifra per cui stiamo valutando le modalità di reperimento. Pensiamo a fondi europei o, se usciranno, fondi regionali”.

L’estate 2020 non ha privato i villeggianti habitués di questo Comune, a 1.427 metri di altitudine, della possibilità di visitare questo fabbricato di grande pregio, in cui brilla una della pagine di storia più significative della località montana.

Pregi, ricordi, tradizioni, salvaguardia di un passato glorioso li illustra Fausta Baudin, ex amministratrice comunale, storica, autrice di numerosi libri dedicati al suo paese, abitato da 393 residenti.

telaio e ordito in legno

L’ecomuseo – dice – custodisce il telaio più significativo della storia tessile, in Valle d’Aosta. Nello specifico, della tessitura della canapa. E’ tutto in legno, compresi gli ingranaggi. Nella stalla, a fianco del telaio, è sistemato anche un orditoio, dispositivo che, dopo la collocazione dei fili, veniva installato sul telaio e, poi, lavorato per ottenere la trama del tessuto. La particolarità unica di questo telaio –sottolinea Fausta Baudin – è l’utilizzo della ‘navetta’ con lancio manuale. I nuovi telai funzionano con lancio semiautomatico della ‘navetta’. E’ di fondamentale importanza riqualificare la struttura per onorare la memoria delle generazioni d’antan e del loro lavoro”.

Please follow and like us:
error
RSS
Facebook
Facebook
YouTube
LinkedIn
Instagram