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Casello ferroviario di Pré-Saint-Didier: una ‘selva oscura’, in totale abbandono

PRE-SAINT-DIDIER – Erbacce incolte e alberi cresciuti a dismisura ‘soffocano’ l’insieme della struttura ferroviaria in totale stato di abbandono. Un disordine caotico, generalizzato, a cui è inammissibile non porre rimedio. Uno spazio declassante per la cittadina termale presa d’assalto dai cultori di queste acque salutari, in uno degli ambienti più suggestivi della Valle d’Aosta.

Indecente“, il commento laconico esternato da un ex residente, per oltre dieci anni, in questo paese con vista sulla catena del Monte Bianco

Le istantanee scattate da chi non tollera questo ‘malvedere’ dimostrano un angolo dimenticato, quasi non fosse parte integrante del paese. Una desolazione in netto contrasto con l’insieme di uno dei Comuni più frequentati da un turismo annuale. Un disordine intollerabile per cui sono in molti a sollecitare

una soluzione in tempi brevi.

Il sindaco Riccardo Bieller

Il sindaco Riccardo Bieller parla chiaro: “L’area dei magazzini per la riparazione dei treni è stata presa in affitto da due artigiani del posto e trasformata in deposito. Nulla ne può il Comune. Che, è bene ricordarlo, ha fatto scuola in tema di Ambiente, in Valle d’Aosta. Il casello, al contrario, è in stato di abbandono, ma il Comune non ha alcuna competenza. La gestione è delle Ferrovie dello Stato”. Aggiunge: “Capisco lo sconcerto dei cittadini, ma non possiamo dare alcuna risposta nel merito”.

La problematica riporta il primo cittadino di questo Comune con 1.029 residenti, a 34 km. dal capoluogo regionale, al nodo cruciale della riattivazione della tratta ferroviaria Aosta-Pré-Saint-Didier, come, più volte, annunciato dalla Regione.

Un programma contestato, da sempre, da Bieller. Che scandisce la spesa di “quattro milioni all’anno di gestione. Non ne vedo l’utilità. Una ripartenza con fini turistici incontrerebbe il mio consenso. Rimango, al contrario, fermo sul mio dissenso per una ripartenza del treno rivolta agli studenti. Ad una decina di studenti, oltretutto”.

Tiene, inoltre, a sottolineare come già ai tempi in cui era studente si fosse reso conto dell’inutilità del treno. “Negli anni – puntualizza – il trasporto su gomma ha raggiunto limii molto elevati e, soprattutto, efficienti. Che senso avrebbe ripristinare la tratta ferroviaria per questa categoria di cittadini e di pochi altri?”, interroga Riccardo Bieller, ribadendo la ripresa del confronto per una tratta ferroviaria con obiettivi turistici.

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