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Carceri: Osapp scrive a Corte dei Conti: “Bodycam acquistate e mai utilizzate”

AOSTA – Continuano le vibrate proteste dell’Organizzazione Sindacale Autonoma Polizia Penitenziaria finalizzate a rivendicare il diritto alla sicurezza degli agenti di Polizia Penitenziaria. In questa ottica, il sindacato sollecita, da tempo, l’acquisto di bodycam e di taser, di ultima generazione, per consentire agli agenti la serenità lavorativa all’interno degli istituti penitenziari; soprattutto per coloro che hanno un contatto diretto e continuato con i detenuti.

bodycam indossata da un agente

Il Segretario Generale Leo Beneduci, in prima fila nell’interloquire con i ‘vertici’ del Dipartimento Amministrazione Penitenziaria in merito alla situazione da ‘terzo mondo’ vissuto dalle ‘divise’ nei penitenziari italiani, coinvolge, in questa fase, la Corte dei Conti, denunciando un fatto ritenuto molto grave ai fini dell’incolumità della Polizia.

Le bodycam sono state acquistate, da anni, ma sono rimaste pressoché inutilizzate, tranne rare eccezioni. Ormai – sottolinea Beneduci – sono obsolete e non più impiegabili, in quanto fuori produzione, dotate di batteria di scarsa durata, non più acquistabili dal mercato”.

Le bodycam sono telecamere portatili utili per monitorare l’attività di chi le indossa e dei soggetti con cui interagisce. Si tratta di dispositivi utilizzati, da molti anni, dagli agenti della Polizia Penitenziaria, ma non solo, negli istituti carcerari degli Stato Uniti. Da anni, sono state introdotte anche in Italia, ma non sono ancora in uso nei vari penitenziari.

La realtà emersa grazie all’interessamento del Sindacato autonomo merita la massima attenzione, considerata la quotidianità lavorativa degli agenti costretti, in molte circostanze, a subire aggressioni, a volte con conseguenze serie, da parte di detenuti, nell’impossibilità di opporre una efficace difesa.

In proposito, l’Osapp aveva chiesto, con urgenza, la dotazione di taser, la pistola alternativa all’arma, studiata per bloccare, senza ferire. Se ne parla, da tempo, ma, ad oggi, i riscontri sono pari a zero.

Taser, pistola alternativa all’arma

Ancora Beneduci: “Le bodycam dovevano essere utilizzate dalla ‘Penitenziaria’, inizialmente, in via sperimentale, durante le operazioni di servizio. L’Autorità Garante per la Privacy ha dato il nulla osta per l’utilizzo, il 5 aprile 2018. Ma la fase sperimentale non è mai stata avviata. I motivi? – incalza il Segretario Generale -. Il difficile rapporto tra l’Amministrazione, il Personale penitenziario e i detenuti”.

Chiude focalizzando l’attenzione sul sostanziale disinteresse delle condizioni e delle sorti della Polizia Penitenziaria” e sulla reiterata richiesta “di strumenti adeguati”.

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