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Carcere Brissogne, vaccini: molto scarsa, ad oggi, l’adesione dei detenuti

BRISSOGNE – Il vaccino anti Sars-CoV-2 non sembra sia gradito alla maggior parte dei detenuti della Casa Circondariale di Brissogne. Fra i 175 ospiti, ad oggi reclusi, soltanto in 54 hanno aderito alla campagna vaccinale; altri 9 hanno richiesto la profilassi, in un secondo tempo.

Marina Tumiati, Direttrice del settore sanitario del penitenziario regionale dichiara: “E’ un punto dolente. Ci aspettavamo una maggiore adesione. Abbiamo organizzato, venerdì della scorsa settimana, un incontro a cui hanno partecipato il Vescovo Monsignor Lovignana, la Direttrice della Circondariale Antonella Giordano e la sottoscritta con l’obiettivo di sensibilizzare la popolazione carceraria sull’importanza di immunizzarsi contro questo virus. Abbiamo ottenuto un riscontro minimo. Cioè, i nove detenuti in attesa”.

Marina Tumiati

Non ritiene opportuno etichettare ‘NoVax’ i ‘dissidenti’; il vaccino non è obbligatorio e, quindi, non è imposta alcuna motivazione al rifiuto.

In evoluzione il comparto degli Agenti di Polizia Penitenziaria: fra i 126 in servizio e i 10 distaccati, 50 hanno ricevuto il vaccino; altri 70 sono in attesa.

La situazione sanitaria è, in ogni caso, tranquilla – assicura la dottoressa Tumiati -. E’ recente, l’arrivo di un detenuto trasferito da un altero istituto penitenziario risultato positivo al tampone. E’ stato posto, nell’immediato, in isolamento”.

Nell’ambito degli operatori sanitari, sono otto gli infermieri in attesa della somministrazione. “I medici ruotano in base alle esigenze. Non abbiamo un numero fisso. Sono certa, comunque, che tutti siano stati vaccinati”, sottolinea la Direttrice sanitaria.

Tiene, inoltre, a garantire come la quotidianità dell’ambiente carcerario valdostano sia monitorata con il massimo scrupolo. “Un’attenzione molto elevata e continua da parte di tutti gli operatori. L’ottimo rapporto stabilito con la dottoressa Antonella Giordano, direttrice della Casa Circondariale, amplifica l’attenzione in un ambiente caratterizzato dalla continua variabilità numerica della popolazione carceraria e della tipologia di detenuti”, conclude Marina Tumiati.

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