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Caccia: da quest’anno, prelievi con applicazione della ‘fascetta’ anche per i cinghiali. Prevenire la peste suina africana, in Vda

AOSTA – La prevenzione della peste suina africana, che ad oggi, non ha colpito questi selvatici, in Valle d’Aosta, sta impegnando il Comitato Regionale per la Gestione Venatoria nel realizzare nuovi programmi di abbattimento selettivo dei cinghiali.

Specie aggredita da questa patologia virale, per cui è previsto un abbattimento selettivo in caccia vagante senza l’ausilio dei cani, dall’11 settembre al 27 ottobre 2022. Non solo. Le squadre selezionate dei cacciatori dovranno applicare al garretto di questi ungulati una fascetta inamovibile nominativa con numero, sigla, specie e settore di prelievo, attestante la liceità dell’abbattimento. Dopo la verifica, i selvatici verranno trasferiti nei Centri di controllo, distribuiti in tutta la Valle.

Sergio Grange

“Questione di sicurezza – specifica Sergio Grange, Presidente del Comitato rappresentativo di 1.600 cacciatori. – Ci preoccupa la presenza della peste suina africana in altre Regioni italiane e, quindi, mettiamo in atto ogni possibile precauzione per scongiurare il dilagarsi di questa devastante malattia che, per fortuna, non colpisce l’uomo”. Fascette che sono indispensabili per la misurazione biometrica degli animali. Un’ulteriore informazione utile a scongiurare il contagio di questa infezione mortale per la specie”.

Spiega il motivo dell’assenza dei cani: “Contribuirebbero alla mobilitazione dei cinghiali e, nel caso vi fossero animali contagiati, verrebbero ignorati, con tutte le conseguenze del caso. A fine dicembre, sarà avviata la caccia in ‘braccata’ per questi suini selvatici, con la Circoscrizione della zona. Il piano di prelievo verrà allungato da febbraio a marzo“. Aggiunge: “E’ molto meno preoccupante la situazione relativa ai maiali. In Valle sono presenti allevamenti di modeste dimensioni, gestiti da privati che non hanno difficoltà di controllo”.

Intanto, il Comitato ha ricevuto la bozza del calendario venatorio 2022. “Ci riuniremo, in tempi brevissimi per confrontarci”, anticipa Grange. La seconda fase consiste nel dialogo con i rappresentanti dei cacciatori a cui seguirà il passaggio alla Consulta Faunista, prima di arrivare alla deliberazione della Giunta Regionale, a fine maggio.

Ad oggi, pertanto, la novità certa è l’applicazione della fascetta ai cinghiali. Un elemento identificativo che, fino allo scorso anno, era previsto solo per caprioli, cervi e camosci.

Siamo in una fase per cui riteniamo indispensabili interventi rapidi e risolutivi, prima che la situazioni precipiti e diventi ingestibile”, chiosa, in conclusione, Sergio Grange.

A livello nazionale, si alza la voce degli Ambientalisti, concentrati nell’organizzazione di una raccolta firme mirata ad evitare il massacro dei cinghiali. In una nota si legge: “Uccidere gli animali non è la soluzione“.

La loro proposta è spiazzante: “La vera soluzione a tutti i virus e le pandemie sarebbe quella di chiudere i mattatoi, smettere di massacrare gli animali e, con essi, il Pianeta“.

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