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Branco di lupi vicini a case e stalle, a Verrayes

VERAYES – Notte da incubo per i residenti delle frazioni alte, del Comune di Verrayes, a 1.500 metri di altitudine.

Abbiamo sentito continui e terrificanti ululati per tutta la notte – testimoniano -. Poi, verso le 7,30 di questa mattina, li abbiamo visti avvicinarsi alle case e alle stalle, provenienti dal Col Loson. Un lupo, in particolare, era enorme. Poteva pesare non meno di ottanta, novanta chili. Con una stazza del genere è in grado di sbranare una manza senza difficoltà”.

Preoccupazione alle stelle e sgomento di fronte allo scarso interesse degli amministratori. E, quindi, gli interrogativi prioritari di abitanti e, soprattutto, allevatori sono sempre gli stessi: quali provvedimenti intende concretizzare la politica regionale? Come dobbiamo comportarci? Assistere inermi agli assalti dei lupi verso i nostri animali?

Fra un mese, o poco più, si aprono le stalle e i bovini saranno liberi nei prati. Chi li protegge dagli attacchi dei lupi? Ormai è chiaro che i cani da guardiania non sono sufficienti ad allontanarli e noi non possiamo fare la guardia diurna e notturna. Ma abbiamo il diritto di salvaguardare i nostri animali”, sbottano a Verrayes, ribadendo come la “tanto decantata convivenza tra uomo e lupo potrà concretizzarsi soltanto se supportata da progetti mirati e garanti della nostra incolumità, fino ad oggi rimasti sulla carta”, puntualizzano i diretti interessati.

Residenti e allevatori sono un fiume in piena: “Non è più possibile continuare a leggere i progetti presentati dagli amministratori e, poi, non vederne la realizzazione”.

Da tempo, ormai, secondo le loro affermazioni, non si vedono più caprioli, quelli giovani, in particolare. Ungulati che costituiscono il cibo preferito del carnivoro, ritornato nelle montagne della Valle d’Aosta, all’inizio del Terzo Millennio. Il vero problema è costituito dalla scarsa chiarezza delle informazioni.

Cane da guardiania salvato da un attacco di lupi

Non solo. Le precauzioni suggerite dagli amministratori non si sono rivelate idonee a scongiurare gli attacchi. Questi predatori sono in grado di irrompere all’interno dei recinti. Nessun dissuasore è riuscito, ad oggi, ad allontanarli. Le perdite sono ingenti, tanto quanto i costi. Mandrie e greggi sono in totale balia dei lupi.

Un provvedimento efficace arriva dalla Regione Veneto che, in collaborazione con il Dipartimento dell’Università di Sassari, ha aderito ad un particolare progetto di monitoraggio.

Consiste – spiega Duccio Berzi, laurea in Scienze Forestali e responsabile dell’attività di campo – nell’utilizzo di proiettili di gomma sparati contro i lupi per risvegliare nel predatore il ricordo della rinnovata presenza dell’uomo e dello sterminio di cui sono stati vittime. Un sistema molto valido che ha contribuito ad un radicale cambiamento delle loro abitudini”, assicura, in conclusione. il dottor Berzi.

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