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“Arrivano gli impavidi del ‘Tor in Gamba’”: nove amputati in gara sull’Alta Via 1 e 2 della Valle d’Aosta

AOSTA – Si presentano con questo annuncio emblematico: nove atleti privi di un arto inferiore parteciperanno al ‘Tor des Géants‘, rivisto e corretto in ‘Tor in Gamba’, competizione in cui “il singolo non conta – scrivono in una nota -. E, tanto meno, il tempo di percorrenza. I valori da condividere sono altri”.

Valori che Moreno Pesce e Francis Désandré, ‘punte di diamante’ di questa iniziativa, considerano essenziali per dimostrare, innanzitutto, la vittoria sulla loro disabilità e la sconfitta della solitudine.

Etichettano come un semplice ‘viaggio’ percorrere i 342 chilometri e 24 mila metri di dislivello positivo che uniscono Courmayeur attraverso l’Alta Via n.1 e n. 2 della Valle d’Aosta. Pronti, quindi, a concorrere nell’endurance trail più impegnativo del mondo per raggiungere l’obiettivo prioritario: “Abbattere un pregiudizio. L’invalidità – dichiarano nella nota – non è solo un concetto fisico, ma un’ideologia radicata nel pensiero comune che immagina il disabile come persona emarginata e dalle poche possibilità fisiche”.

Saranno alla partenza, da Courmayeur, sabato 12 settembre, alle 10, i nove concorrenti del ‘Tor in Gamba’, gli endurance trailers e i loro accompagnatori preparati a compiere il percorso di alta montagna nelle 150 ore previste dal regolamento, declinato in trenta tappe del programma della staffetta.

Questa competizione, in cui svetta una ineguagliabile forza di volontà, mira a veicolare un messaggio sociale forte alle persone diversamente abili, ma anche a quelle normodotate”.

Parliamo di un messaggio eloquente, veicolato per scardinare concetti senza tempo, pensieri distorti che, per molti, equivalgono a travisare il ‘volto’ della disabilità. “Un’ideologia radicata nel pensiero comune – scrivono nella nota i nove ‘In Gambache immagina il disabile come persona emarginata e dalle poche possibilità fisiche”.

Ed eccoli, allora, al fatidico via, decisi a portarsi a casa un risultato equivalente al loro entusiasmo. Un riscontro da mostrare a chi ancora intravvede in una qualsiasi menomazione fisica uno scoglio insormontabile, una barriera impossibile da demolire.

Con il ‘Tor in Gamba’ – ribadiscono nel comunicato – vorremmo provare ad abbattere la montagna psicologica per lasciare spazio alla montagna vera”

Le cime più alte che si trasformeranno in ‘facili salite e leggeri pendii’ per il gruppo di ‘impavidi’, come si definiscono. Gli ‘intrepidi’, animati da Moreno Pesce, nativo di Noale, nel Veneto, che, in un incidente motociclistico, nel 1997, ha perso una gamba e da Francis Désandré, di Quart, amputato dell’arto a seguito di un incidente sul lavoro, nel 1999.

‘Tor in Gamba’ è visibile sui canali social Facebook: @toringamba- e Instagram -@toringamba e sul web www.toringamba.it

S.L.

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