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Arriva in Vda, fra due giorni, il vaccino Novavax, la profilassi anti Covid americana

AOSTA – Questa ultima, in ordine di tempo, profilassi anti Covid-19, realizzata dall’omonima società di biotecnologia americana, offrirà un’ulteriore opzione vaccinale.

Il direttore generale dell’Usl Massimo Uberti, nell’annunciare la notizia, auspica che Novavax “possa convincere una parte di quelle persone che, fino ad ora, non hanno voluto sottoporsi ad alcuna somministrazione”.

Parliamo di un vaccino che si distacca dai precedenti per l’impiego della tecnica delle proteine ricombinanti; metodologia all’opposto dei vaccini a mRna e, pertanto, più allineata alla tradizionale.

Una tecnologia approvata dall’Agenzia Europea del Farmaco, sperimentata, tra l’altro, su larga scala, a partire dagli Anni Ottanta contro l’epatite virale B.

Novavax è un vaccino proteico; contiene, cioé, frammenti prodotti in laboratorio della proteina Spike, ‘usata’ dal Sars-CoV-2 per invadere le cellule.

“Non prevediamo giornate dedicate alle prime dosi per una questione organizzativa”, sottolinea Uberti, anticipando che “le persone potranno scegliere il vaccino preferito per la prima dose”.

Sono attese 2.100 dosi, equivalenti a 210 confezioni. A distanza di 21 giorni verrà inoculata la seconda dose.

Nel frattempo, in Valle d’Aosta è pronta la quarta dose da somministrare ai cittadini più fragili; 600 in tutto.

“Stiamo valutando con i reparti – riprende Massimo Uberti – quali cittadini saranno vaccinati in ospedale, mentre gli altri lo saranno direttamente da noi”.

Nita Patel, Scienziata di origine indiana, dirige il programma di sviluppo dei vaccini alla guida di un gruppo di ricercatori tutto al femminile, nello Stato americano del Maryland. Assicura come l’Ema abbia dato l’assenso al Novavax dopo un’attenta analisi dei criteri di sicurezza, efficacia, tollerabilità e qualità delle dosi immunizzanti. Dati emersi dalle numerose valutazioni precliniche e cliniche, oltre che da sperimentazioni sull’uomo.

Il riscontro si è rivelato incentivante. Novavax raggiungerebbe un’efficacia complessiva del 90,4%. A questa basilare peculiarità si aggiunge la conservazione in un normale frigorifero con temperatura da 2 a 8° C, indispensabile per i Paesi in cui stabilire una catena del freddo può essere un problema consistente.

S.L.

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