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Apicoltura: caro gasolio e allarme produzione miele

AOSTA – L’Annus Horribilis’ del settore apistico. I devastanti cambiamenti climatici sono aggravati dal caro gasolio; binomio all’origine del crollo della produzione mellifera.

Parliamo di una situazione che vede il settore stretto in una morsa, con i nostri apicoltori che potrebbero dare l’avvio ad abbandoni di massa nella linea dell’apicoltura da reddito.

Marcello Merivot

Marcello Merivot, apicoltore, di Fénis, espone i vari ‘capitoli’ di un’attività allo sbando. “Viviamo di ‘nomadismo’. Il trasporto degli alveari in Regioni limitrofe o in montagna, in base alla fioritura, è frenato, in termini allarmanti, dai rincari alle stelle del gasolio. Una realtà da ponderare con attenzione. Si rischia il tracollo. Continuiamo a lavorare – sottolinea – ma nel buio totale. Questi notevoli aumenti del carburante si ripercuotono sul rialzo del costo del prodotto, a discapito del guadagno riservato agli apicoltori”.

Merivot evidenzia un aspetto emblematico: “Dobbiamo raffrontarci con i negozi di quartiere, con super e ipermercati e con chi vende miele di provenienza sconosciuta. Stiamo vivendo nella più completa incertezza. Siamo molto preoccupati“, fa sapere.

Un quadro a tinte fosche aggravato da una notevole siccità. Il vento caldo su tutto l’arco alpino, a gennaio e febbraio, ha determinato l’anticipo della fioritura, ‘bruciata’, poi, dalle recenti gelate.

Le api non raccolgono nettare a sufficienza – dichiara Merivot -. Escono, comunque, dalle arnie, ma raccolgono quello che possono. Un quantitativo di polline inferiori, in termini consistenti, rispetto ad una stagione normale.

E, quindi, non è possibile stimare la produzione del miele di questa annata? “Non abbiamo la minima idea – risponde l’apicoltore di Fénis -. Anche perché è quasi certo che diventi il nutrimento delle api, fino a che rimane negli alveari”.

Un danno difficile da quantificare. Nessuna previsione. La speranza è riposta nel mese di aprile. “Se piovesse in maniera abbondante – riprende Marcelo Merivot – potremmo recuperare l’annata“. Cita, in proposito, un detto popolare: “Pioggia di aprile, ogni goccia un barile’. Ma, ad oggi, le previsioni non ci rassicurano”, commenta, ribadendo la disperazione degli apicoltori, della loro titubanza nel continuare sia l’attività vera e propria, sia questa passione sconvolta da fattori climatici, sociali, economici.

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