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Allerta peste suina: la Regione potenzia i piani di controllo e di gestione della malattia non contagiosa per l’uomo

Mauro Ruffier

AOSTA – “Ad oggi – esordisce Mauro Ruffier, Dirigente del Servizio Veterinario Regionalenon abbiamo riscontrato casi di peste suina africana, in Valle d’Aosta. L’attenzione è, comunque, ai massimi livelli. Con l’approvazione del Piano di controllo vengono organizzati censimenti molto più circostanziati e rafforzati da abbattimenti selettivi di cinghiali attraverso prelievi concretizzati da squadre di cacciatori formati nel merito e dal Corpo Forestale”.

La preoccupante presenza di focolai della malattia virale in Piemonte e Liguria, ha accelerato l’istituzione di una serie di provvedimenti illustrati ai cacciatori. In primis, l’avvistamento di una carcassa di cinghiale deve essere comunicato. I resti dell’animale devono, poi, essere portati all’apposito servizio per essere esaminati con prelievi per la campionatura; carcassa che dovrà essere smaltita attraverso l’incenerimento.

Nel piano di controllo – riprende Ruffier – sono stati inclusi anche i cittadini invitati a non abbandonare sacchetti contenenti del cibo nelle aree pique-nique o esterni ai cassonetti della raccolta. E’, ormai, noto a tutti come in molte metropoli italiane ed estere, i cinghiali si nutrano di alimenti lasciati nei giardini pubblici e, soprattutto, vicini ai cassonetti dei rifiuti“.

Ricorda, inoltre, come la peste suina si diffonda anche in molte aree di servizio delle autostrade dove non è raro vedere alimenti vari sparsi nel verde o sull’asfalto. I selvatici li mangiano, contribuendo al dilagare di questo virus, di elevata contagiosità, che, comunque, non è trasmissibile all’uomo.

Ancora il Veterinario: “Il problema è meno avvertito per quanto attiene ai maiali. Specie che in Valle d’Aosta è presente in allevamenti privati di modeste dimensioni e, quindi, gestibili con maggiore facilità dai titolari. In ogni caso, anche per questi selvatici i controlli del servizio dell’Usl sono molto frequenti e scrupolosi”, conclude Mauro Ruffier.

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