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Agenti della Forestale ritirano un boa costrictor in casa di un privato

AOSTA – La passione per i rettili coinvolge un numero inestimabile di cittadini, a livello mondiale. Per molti è diventata una ‘moda’; per altri un vero e proprio amore per questa specie animale, al punto da custodirli nella propria abitazione con la stessa disinvoltura riservata agli ‘amici a quattro zampe’.

Centro Recupero Animali Selvatici

E’ il caso di un nostro corregionale che deteneva, in una teca sistemata in una stanza, un boa costrictor lungo 80 centimetri. Rettile di cui, per vari motivi, non ha più potuto occuparsi. Una sua famigliare ha, quindi, chiesto l’intervento degli Agenti del Corpo Forestale Valdostano che, dopo aver recuperato il rettile, lo hanno portato nel Centro di Recupero della Fauna Selvatica, a Quart. Il boa è, tra l’altro, risultato privo dell’apposita autorizzazione Cites, obbligatoria nel caso di specie protette in via di estinzione, tenute nel proprio domicilio.

Sono in corso specifici accertamenti per accertare eventuali illegittimità nella detenzione del boa.

Gli operatori del Centro stanno verificando, inoltre, le condizioni dell’animale e, soprattutto, in quale ambiente adeguato alla sua natura possa essere trasportato.

Non è il primo residente in Valle d’Aosta che manifesta il suo trasporto nei confronti dei rettili. In genere, sono preferiti i pitoni, ritenuti meno pericolosi dei boa costrictor e, persino, più malleabili.

Per ammissione degli stessi proprietari, i serpenti affascinano per la loro pelle con colori e disegni stupendi, il loro muso, la lingua biforcuta, lo strisciare silenzioso per cui molti rimangono stregati. Un coinvolgimento tale da rischiare persino sanzioni elevate pur di accogliere, fra le pareti domestiche, questi animali.

S.L.

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