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Virus Cina, British ferma i voli

Secondo gli ultimi dati diffusi dalla Commissione sanitaria nazionale di Pechino, i morti sono 131 e i casi di contagio 5.974 a livello nazionale e 3.554 nella sola provincia di Hubei, dove martedì sono stati confermati 840 nuovi contagi.

La British Airways ha sospeso tutti i voli diretti per la Cina continentale: la compagnia ha anche sospeso le prenotazioni sul suo sito fino a marzo, a seguito delle disposizioni del Foreign Office che ha messo in guardia contro i viaggi esortando a limitarsi “ai soli viaggi essenziali”.

Intanto, gli stabilimenti di produzione della Toyota in Cina rimarranno chiusi fino al 9 febbraio, secondo quanto ha annunciato la casa automobilistica giapponese.

Anche Starbucks prende provvedimenti: la catena statunitense di coffee shop ha chiuso “più della metà” dei suoi 4.300 negozi in Cina a seguito dell’epidemia e ha avvertito che la situazione del gigante asiatico avrà un impatto sui conti annuali, anche se ha espresso la sua fiducia che ogni potenziale effetto sia “temporaneo”. Inoltre la società, ha detto il responsabile dello sviluppo internazionale di Starbucks, John Culver, sta valutando la situazione con le autorità cinesi ogni giorno.

La situazione si complica anche in altri stati, il ministero della Salute degli Emirati Arabi Uniti ha reso noto di aver diagnosticato vari casi all’interno di una famiglia proveniente dalla città cinese epicentro della diffusione.  Mentre in Australia sta per essere creata una zona di quarantena sulla Christams Island, nell’Oceano Indiano, per ospitare tutte le persone evacuate per il periodo di 14 giorni previsto come tempo massimo di incubazione. In Giappone 5 dei 206 cittadini giapponesi evacuati dalla città cinese di Wuhan, sono stati ricoverati un ospedale con sintomi della malattia.

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