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Sono 5 le vittime del terremoto in Croazia

Decine i feriti e, almeno al momento, sono 5 le vittime del terremoto che ha colito oggi la Croazia. I soccorritori sono al lavoro per cercare di estrarre alcune persone dalle macerie.

L’epicentro è stato registrato a Petrinja, 60 chilometri a ovest di Zagabria, dove è morta una bambina di 12 anni. Altre quattro persone – un giovane uomo, un anziano e un padre col figlio – sono rimaste uccise nell’area di Glina, ha detto ai media il vice sindaco, Branka Baksic. A Sisak, altro centro colpito, è crollato il tetto dell’ospedale locale.

Sono almeno venti le persone rimaste ferite a Petrinja. Lo riferiscono i media di Zagabria, aggiungendo che due delle persone ferite versano in gravi condizioni, mentre gli altri hanno riportato ferite minori. I feriti sono stati trasportati nell’ospedale di Sisak, i più gravi a bordo di un elicottero militare in quelli di Zagabria.

La prima vittima sarebbe una ragazzina 12enne come ha riferito l’emittente N1. Tomislav Fabijanic, responsabile dei servizi d’emergenza di Sisak, vicina alla città epicentro del sisma, ha parlato, inoltre, di numerosi feriti.

La televisione regionale N1 ha trasmesso un video dalla città di Petrinja, epicentro del sisma, dove si vede un palazzo che è crollato su un’auto. Nel filmato si vedono anche i vigili del fuoco che cercano di rimuovere i detriti dalla macchina, rimasta sepolta. L’emittente afferma che un uomo si sarebbe trovato all’interno dei veicolo al momento della scossa sismica. ”La situazione a Petrinja è molto grave. Le squadre della Croce Rossa sono in campo”, hanno scritto su Twitter diffondendo un video dei soccorritori in una strada piena di detriti e mattoni.

E’ ”orribile” il fatto che la città di Petrinja sia stata distrutta dal terremoto, ma ”sarà ricostruita” nonostante il suo stato attuale sia ”spaventoso”. Parola del presidente croato Zoran Milanovic, giunto nella città epicentro del sisma, dove ”la gente ha paura”. ”Quello che è accaduto è orribile. E’ stato un anno orribile, la vita di una bambina è andata perduta”, ha detto Milanovic, promettendo che ”questa città sarà ricostruita, ma nessuno sarà in grado di compensare i danni emotivi e spirituali subiti”.

Si tratterebbe del più violento terremoto mai registrato in Croazia. La stessa zona era già stata colpita ieri da un sisma di magnitudo 5.2. La radio croata ha dato notizia anche di feriti a Zagabria. Il sisma è stato avvertito anche in Italia, in particolare nel Nord-est. Dopo la scossa più forte sono state oltre 20 quelle di assestamento, d’intensità minore. “Dopo il forte terremoto 6.2 si sono registrate numerose scosse, praticamente una dopo l’altra… 20 o più”, ha detto all’agenzia stampa croata Hina il capo dell’agenzia sismologica della Croazia, Ines Ivancic.

La forte scossa di terremoto ha provocato seri danni anche a diversi edifici di Zagabria. Lo ha riferito il capo dei servizi d’emergenza della città, Pavle Kalinic. Diversi quartieri sono rimasti senza elettricità e vi sono difficoltà nelle comunicazioni telefoniche. Danneggiata gravemente anche la sede del ministero della Difesa e la sede del parlamento, già danneggiata dal terremoto del 22 marzo scorso.

Il terremoto ha completamente distrutto anche la chiesa di Zazina, vicino a Sisak, lasciando alcune persone intrappolate all’interno. Lo ha detto Damir Trut, viceministro degli Interni e comandante della Protezione Civile, all’emittente Rtl. Secondo Trut, due persone risultano disperse sotto le macerie e in molti sono rimasti feriti. “La prima cosa da fare è salvare le persone che sono rimaste sotto le macerie, ce ne sono ancora solo alcune a Zazina. Dopodiché, le rovine verranno ripulite”, ha detto Trut a Rtl.

La polizia di Zagabria ha esortato la cittadinanza ad usare i veicoli privati solo per emergenze, per evitare gli ingorghi nella capitale dove il violento sisma ha provocato danni, lasciato molte aree senza elettricità e sospeso la maggioranza delle linee telefoniche e dei cellulari. Dopo aver avvertito il sisma migliaia di persone hanno lasciato le case e gli uffici per radunarsi nelle strade e nei parchi.

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