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Iran lancia attacco agli Usa, colpite basi in Iraq

Con una pioggia di missili è scattata nella notte l’offensiva iraniana contro le forze Usa in Iraq, in risposta all’uccisione del generale Qassem Soleimani. “L’Iran ha lanciato più di una dozzina di missili balistici contro le forze militari statunitensi e di coalizione in Iraq” ha comunicato il Pentagono. I missili “hanno preso di mira almeno due basi militari irachene che ospitano il personale militare degli Stati Uniti e della coalizione ad Al-Assad e Irbil”.

LE BASI COLPITE – Le basi americane in Iraq, a quanto si apprende da fonti di intelligence, sarebbero state colpite da una quindicina di missili. In particolare, due o tre sarebbero caduti sulla base di Taji, a nord di Baghdad, 13 sulla base aerea di Al-Assad, a ovest della capitale, mentre uno sarebbe caduto a 30 chilometri a nord di Erbil. Il personale militare resta ancora in allarme nei bunker.

TV IRANIANA: 80 MORTI – Secondo la televisione iraniana gli attacchi hanno provocato 80 morti. Stando all’emittente di Teheran sono stati lanciati 15 missili e nessun missile è stato intercettato. La tv ha parlato di “80 terroristi americani” che sono stati uccisi. L’ufficio del primo ministro iracheno ha reso noto che nessun militare iracheno è rimasto colpito, precisando che il lancio di missili è iniziato all’una e 45 di notte ed è durato 30 minuti. Il governo regionale del Kurdistan iracheno in una nota ha confermato che non si sono registrate vittime, né danni materiali nell’attacco contro la base militare di Erbil. Anche i canadesi e i norvegesi hanno annunciato di non aver registrato vittime.

MILITARI ITALIANI AL SICURO – I militari italiani in Iraq, a Baghdad e a Erbil, “sono tutti al sicuro”. Lo dicono fonti nella capitale irachena. I militari italiani, presenti tra le forze nella base di Erbil, sono rimasti illesi. Dopo il raid Usa in Iraq che ha provocato la morte del generale iraniano Qassem Soleimani, erano state innalzate le misure di sicurezza per le forze impegnate nella coalizione internazionale. Proprio in questa ottica ieri era avvenuta una parziale ridislocazione dei militari italiani al di fuori di Baghdad.

TRUMP – “Va tutto bene! – ha twittato il presidente americano Donald Trump dopo il raid iraniano – In corso valutazione dei danni e delle vittime. Fin qui tutto bene! Abbiamo di gran lunga le truppe più forti e meglio equipaggiate al mondo! Farò una dichiarazione in mattinata”.

Il segretario di Stato Mike Pompeo ha parlato con il primo ministro del governo regionale del Kurdistan, Masrour Barzani, subito dopo gli attacchi missilistici iraniani. Lo ha reso noto la portavoce del dipartimento di Stato, Morgan Ortagus. “Il segretario e il primo ministro Barzani hanno deciso di stare in stretto contatto mentre evolve la situazione”, ha dichiarato la portavoce. Anche Barzani ha reso noto su Twitter che con Pompeo “abbiamo convenuto sull’importanza di abbassare le tensioni in Iraq attraverso la moderazione e il dialogo”.

IRAN – La televisione iraniana ha annunciato che il presidente iraniano Hassan Rohani oggi pronuncerà un discorso. “Noi non vogliamo l’escalation verso la guerra, ma ci difenderemo contro l’aggressione” ha scritto su Twitter il ministro degli Esteri iraniano, Mohammad Javad Zarif, che ha definito l’attacco missilistico contro le basi Usa in Iraq una “misura proporzionata di autodifesa”.

Ma per il senatore repubblicano Lindsey Graham, uno dei principali alleati di Trump, la decisione di Teheran è stata “un atto di guerra secondo ogni ragionevole definizione“. “Il presidente ha tutta l’autorità di cui ha bisogno per rispondere”, ha poi aggiunto riferendosi al secondo articolo della costituzione Usa. Secondo Graham, Trump dovrebbe concentrarsi nel “restaurare il principio di deterrenza”, sottolineando che il presidente vuole un cambiamento di comportamento da parte di Teheran ma non “un cambio di regime”.

KUWAIT – Intanto, dopo l’attacco iraniano, in tutte le basi e le sedi diplomatiche in Kuwait è stato innalzato il livello di allarme e sono state messe in stato di allerta le batterie di Patriot antimissile per possibili attacchi con droni o di gruppi armati proveniente dall’Iraq. Lo dicono fonti di intelligence, che al momento definiscono stabile la situazione.

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