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Germania-Ue: con la presidenza tedesca Merkel vuole rafforzare il ruolo dell’Europa

Il cancelliere tedesco Angela Merkel intende impiegare la presidenza di turno del Consiglio dell’Ue che la Germania eserciterà dal primo luglio prossimo al fine di “rafforzare il ruolo dell’Europa”. È quanto afferma il quotidiano “Frankfurter Allgemeine Zeitung”, commentando le dichiarazioni rese ieri da Merkel durante una teleconferenza con il presidente del Parlamento europeo, David Sassoli, e nel corso di una conferenza stampa tenuta presso il Konrad Adenauer Haus, sede centrale dell’Unione cristiano-democratica (Cdu) a Berlino. Nel corso del collegamento con Sassoli, Merkel ha sottolineato che la presidenza semestrale tedesca del Consiglio dell’Ue si concentrerà sulla gestione della crisi del coronavirus e delle sue conseguenze, con particolare attenzione alla ripresa e al quadro finanziario pluriennale dell’Ue per il periodo 2021-2027. La Germania intende, inoltre, promuovere la protezione del clima, la digitalizzazione e il ruolo dell’Europa nel mondo.

In tale prospettiva, assumono primaria importanza i rapporti dell’Ue con Cina, Russia, Stati Uniti e Africa. “L’Europa può emergere dalla crisi più forte di quanto non vi sia entrata”, ha dichiarato Merkel al Konrad Adenauer Haus. Nella gestione dell’emergenza, l’Ue deve quindi prestare attenzione all’importanza del suo impegno globale. L’obiettivo è “rafforzare l’Europa come un’ancora di stabilità nel mondo” e “svilupparla ulteriormente come potenza capace e creativa”. In primo luogo, il cancelliere tedesco ha menzionato il rapporto con Pechino. Un vertice Ue-Cina è previsto per settembre a Lipsia e verrà dedicato a quattro temi principali su cui Merkel auspica di fare progressi: la conclusione di un accordo di investimento, la tutela del clima e dell’ambiente, una maggiore trasparenza nella pandemia di coronavirus da parte di Pechino e lo sviluppo sostenibile in Africa.

Il vertice Ue-Africa è in programma per ottobre, con lo scopo di “trovare una risposta congiunta sulle modalità per mitigare le conseguenze della pandemia” di Sars-Cov2, ha affermato Merkel. Secondo il cancelliere tedesco, “l’Europa potrebbe imparare molto dai paesi africani che hanno già esperienza nella gestione delle pandemie”. A proposito di Africa, Merkel ha ricordato come la conferenza per la stabilizzazione della Libia, tenuta a Berlino il 19 gennaio scorso, abbia contribuito a sostenere l’impegno per la pace nel paese. Secondo Merkel, la stabilizzazione della Libia è possibile “soltanto se le parti in conflitto nel paese approveranno il cessate il fuoco negoziato dalle Nazioni Unite e torneranno a trattare”. Su scala globale, ha proseguito Merkel, il partner di maggiore importanza per l’Ue rimangono gli Stati Uniti. Con un implicito riferimento alle politiche isolazioniste del presidente degli Usa Donald Trump, il cancelliere tedesco ha osservato: “Naturalmente, sono consapevole che lavorare con l’America è attualmente più difficile di quanto vorremmo che fosse”. Al tempo stesso, Merkel si è detta “profondamente convinta” che le relazioni transatlantiche siano e rimangano “un pilastro centrale” della politica estera e di sicurezza della Germania. A tal riguardo, Merkel ha ricordato che l’Europa “non è neutrale” ed è “parte dell’Occidente politico”. Pertanto, “se intende preservare i propri valori, l’Europa deve prendere in mano il proprio destino più di prima e agire anche come partner affidabile della comunità occidentale di valori e interessi”.

In tale contesto si inseriscono le relazioni dell’Ue e della Germania con la Russia. Secondo Merkel, vi sono “numerose ragioni importanti per cercare buoni rapporti” con Mosca, dalla vicinanza geografica alla storia condivisa, dalle sfide globali alle relazioni economiche. Merkel ha quindi ricordato che, dall’inizio del suo cancellierato nel 2005, ha operato per “un dialogo criticamente costruttivo” e una convivenza pacifica con la Russia. Alla base di tale politica, vi è la convinzione che “non si applica il diritto del più forte, ma la forza del diritto”. Merkel ha dunque ribadito l’importanza dell’Atto finale di Helsinki e della Convenzione europea dei diritti dell’uomo, evidenziando che “la Russia ha ripetutamente violato questo canone di valori e regole”. Ne è esempio l’annessione della Crimea, territorio ucraino, effettuata dalla Russia nel 2014 “in violazione del diritto internazionale”. Inoltre, Mosca sostiene “i regimi fantoccio” delle autoproclamate repubbliche di Donetsk e Luhansk nel Donbass. La Russia è anche responsabile di attacchi contro le democrazie occidentali, compresa la Germania, con mezzi ibridi. Pertanto, secondo Merkel, “laddove le regole fondamentali del diritto internazionale vengono ignorate, lo diremo”. Con particolare riguardo all’Ucraina, ha poi affermato Merkel, qualora non vi fossero progressi nel processo di Minsk, le sanzioni in vigore contro la Russia dovrebbero essere mantenute.

Per quanto riguarda i futuri sviluppi in Europa, l’attenzione di Merkel e della Germania si concentra, oltre che sulla crisi del coronavirus, sul piano della Commissione europea da 750 miliardi di euro per la ripresa, sul quadro finanziario pluriennale dell’Ue per il 2021-2027 e sui rapporti con il Regno Unito dopo la Brexit. È dunque notevole la pressione sulla presidenza tedesca del Consiglio dell’Ue, che si troverà a dover gestire i negoziati sul piano per la ripresa qualora il Consiglio europeo del 18 e 19 giugno prossimo non fosse in grado di raggiungere un accordo in merito. In tal caso, le trattative sull’iniziativa della Commissione europea dovrebbero essere condotte in parallelo con il negoziato sul bilancio dell’Ue. Intanto, si avvia a conclusione il periodo transitorio nei rapporti tra Unione europea e Regno Unito dopo la Brexit. Secondo fonti diplomatiche dell’Ue, il governo britannico è pronto a “negoziati seri e concessioni soltanto dopo l’estate”.

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