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Elezioni Gb, voto decisivo per la Brexit

Seggi aperti da pochi minuti nel Regno Unito per elezioni che sono di fatto un referendum sulla Brexit. Stando alla media dei sondaggi degli ultimi giorni, i Tories del premier Boris Johnson mantengono un vantaggio di 10 circa punti sui Laburisti di Jeremy Corbyn. Si tratta esattamente dello stesso margine fotografato all’inizio della campagna elettorale. Questo non significa che nelle ultime settimane non si sia mosso nulla, anzi, sia i Conservatori che il Labour, hanno guadagnato 5 punti percentuali. I primi a discapito del Brexit Party di Nigel Farage, i secondi ai danni del Liberal democratici di Jo Swinson, che all’inizio della campagna si erano proposti come argine più credibile ai Tories e alla Brexit.

Sulla vittoria di Johnson, sono pochi gli osservatori che sembrano avere dubbi. Il punto non è tanto il risultato finale, quanto il margine, vale a dire, i seggi che i Conservatori otterranno. Secondo le previsioni, i Tories potrebbero ottenere fino a 339 seggi, ma non c’è alcuna certezza che possano superare la fatidica soglia dei 326 seggi, necessaria per la maggioranza assoluta.

L’autosufficienza parlamentare è fondamentale per Johnson, se vuole sperare di realizzare il suo mantra elettorale “get the Brexit done”, realizziamo la Brexit, secondo i termini dell’accordo rinegoziato con Bruxelles: se Johnson otterrà una maggioranza in grado di consentirgli tranquilli margini di manovra, l’uscita dalla Ue procederà speditamente, rispettando la scadenza prevista del 31 gennaio. Lo scenario sarebbe ben diverso in caso di vittoria laburista. Corbyn ha promesso di chiedere un rinvio della Brexit per chiedere un nuovo accordo con la Ue.

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