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Webcam oscurata: riunione urgente del CdA, richiesta dall’assessore Bertschy

BREUIL CERVINIA – “Assumere decisioni tempestive e mirate affinché simili vicende non debbano più ripetersi”. L’obiettivo posto dai ‘vertici’ della società ‘Cervino spa’ che, ieri 9 dicembre, ha indetto una riunione urgente per concertare operazioni adeguate. Confronto sollecitato dall’assessore regionale allo Sviluppo economico Luigi Bertschy.

La webcam oscurata per rendere ‘invisibili’ gli assembramenti degli sciatori ha occupato le prime pagine dei media nazionali, suscitando stupore e ilarità per un episodio che, ad oggi, non era mai accaduto, perlomeno in Valle d’Aosta.

La società ha spiegato come l’oscuramento della webcam sia stata “una prova per verificare la salvaguardia della privacy”. Affermazione della Cervino spa ritenute, da molti, poco credibili, ‘”confuse e contraddittorie”.

A fine ottobre, dopo la chiusura degli impianti imposta dal DPCM ministeriale, la società Cervino li ha riaperti per consentire gli allenamenti degli atleti tesserati. L’assembramento degli sciatori in coda alla partenza della funivia di Plan Maison era stato immortalato da una videocamera posizionata dalla ‘Cervino’.

Da sabato scorso, però, le stesse immagini risultano mascherate dall’ingrandimento dei pixel, mentre nell’area circostante il fotogramma è perfetto.

In una nota, Matteo Zanetti, della ‘Cervino spa’, ha specificato all’assessore Bertschy che l’oscuramento della webcam è dovuto ad un errore tecnico. Nessuna intenzione, quindi, di celare i gruppi di sciatori.

La società sottolinea, inoltre, la programmazione di un diverso posizionamento delle telecamere “per un lavoro di oscuramento – si legge nella nota – di parte delle immagini. Un intervento dovuto oltre che alla salvaguardia della privacy, anche al rispetto dello statuto dei lavoratori”.

Fattori che, secondo quanto dichiarano i dirigenti della società Cervino “ci impongono di non rendere riconoscibili le persone e di non monitorare chi lavora per la ‘Cervino spa’ nell’adempimento dei suoi doveri”.

Nell’imminenza di questa operazione, erano stati realizzati dei “test di oscuramento” e “per errore, al termine dei lavori, il sistema non è stato ripristinato in modalità di base”.

Così si sono giustificati i responsabili della società. Ma, in pochi credono a queste spiegazioni circostanziate. I più scettici sono coloro che hanno la massima dimestichezza con questi dispositivi.

S.L.

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