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Tre anni fa l’incidente dell’elicottero del 118 precipitato a Campo Felice

Non moltissimi ricordano la disgrazia avvenuta a pochi giorni di distanza dalla strage di Rigopiano. Nella vita come nella morte, purtroppo, a dispetto di quanto affermava Totò con la sua celeberrima “Livella”, esistono cose importanti ed altre meno importanti; avvenimenti da ricordare con tanto di manifestazioni ed altri che quasi passano inosservati alle masse e ricordate da soli pochi intimi, colleghi, veri amici e famigliari.

Sicuramente lugubre e di pessimo gusto sarebbe quella di fare una classifica di importanza delle disgrazie. Sarebbe altrettanto inopportuno criticare se alcune ricorrenze vengono commemorate, direi molto giustamente, con un’attenzione mediatica notevole, mentre altre quasi del tutto vergognosamente ignorate.

La nostra testata vuole ricordare e ricorda, con infinita gratitudine, per l’operato di 5 operatori del soccorso che con spirito di sacrificio hanno immolato la loro vita per portare soccorso ad uno sciatore romano rimasto ferito sulle piste e poi perito, unitamente ai soccorritori.

Su quell’elicottero c’erano Walter Bucci, 57 anni, medico rianimatore del 118 Asl dell’Aquila, Davide De Carolis, tecnico dell’elisoccorso del soccorso alpino e consigliere comunale di Santo Stefano di Sessanio, Giuseppe Serpetti, infermiere, Mario Matrella, verricellista, Gianmarco Zavoli, pilota. 

L’elicottero stava trasportando Ettore Palanca, 50 anni, di Roma, che si era fatto male sciando, procurandosi la frattura di tibia e perone.

Fino a pochi prima De Carolis era a Rigopiano per cercare i dispersi dell’hotel insieme a Bucci.

Poco altro da aggiungere se non la nostra vicinanza ai parenti delle vittime di quel terribile gennaio.

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