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Titolare SlotCafé: “Ricorrerò al Consiglio d’Europa. Ritengo ingiustificabile la sentenza del Tar”

AOSTA – La tutela dei diritti umani, innanzitutto. La sentenza con cui il Tar della Valle d’Aosta ha respinto il ricorso contro la revoca della licenza dello SlotCafé, in via Chambéry, ad Aosta, viene contestata dal titolare Gianluca Mancuso, della Mgroup srl Italia.

Una revoca conseguente alla legge regionale finalizzata a contrastare la ludopatia – dichiara -. La normativa sancisce l’assenza di locali per il gioco/scommesse in un’area inferiore ai 500 metri di distanza in cui siano allestiti luoghi sensibili, come le scuole”.

Gianluca Mancuso non si capacita di come si possano considerare luoghi sensibili “i bancomat, le palestre private. A questo punto – sbotta – qualsiasi ambiente può essere ritenuto sensibile per un eventuale approvvigionamento di denaro o avvicinamento alle strutture come la nostra”. Aggiunge: “L’emendamento, proposto in Consiglio regionale, in cui si chiedeva di modificare il termine ‘luoghi sensibili’ è stato respinto. Ritengo che la votazione dell’istanza fosse una semplice questione di buon senso”.

A dicembre 2019 il Tar aveva accolto la richiesta di sospensiva, concedendo al locale la riapertura in attesa del secondo pronunciamento, arrivato a giungo.

La Questura, di Aosta, aveva, poi, revocato la licenza al locale, situato a 81 metri dall’Istituto scolastico ‘Salvador Allende’, scuola per l’infanzia. La revoca era stata alleggerita con l’erogazione di un indennizzo da parte dell’Amministrazione regionale.

Ora, Gianluca Mancuso percorre la strada dei Diritti Umani Europei, presentando la situazione al Consiglio dell’UE. “Siamo fermi da un anno – sottolinea -. Non intendiamo, comunque, chiudere lo SlotCafé. Continuiamo la nostra attività nella sede di Quart”.

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