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Stop auto Arco Augusto: presentazione del progetto, a febbraio, in II Commissione

AOSTA – “Abbiamo concluso gli approfondimenti tecnici sugli interventi, affidati all’ingegner Luca Asiatici. A Febbraio, li presenteremo ai Commissari della II Commissione consiliare”.

Antonino Malcrinò, assessore comunale ai Lavori Pubblici, anticipa l’avanzamento di uno degli interventi più importanti e, nello stesso tempo, più discussi, che verrà realizzato nel capoluogo regionale: la pedonalizzazione dell’Arco d’Augusto.

Stiamo procedendo con la progettazione – informa -. Abbiamo terminato la verifica di dettagli strutturali molto importanti, considerata la rilevanza dell’opera”.

In particolare, i tecnici comunali si sono dedicati all’analisi degli attraversamenti identificati in opere veloci: la costruzione di due rotonde nell’area del ‘voltino e alla confluenza tra le vie Monte Emilius e corso Ivrea. Opere che comporteranno l’eliminazione dei due semafori.

Parliamo di una fase sperimentale che avvieremo nel più btreve tempo possibile- premette Malacrinò -. Intendiamo, inoltre, realizzare un parcheggio nei pressi della caserma della Polizia Locale. Verrà allestito in un’autorimessa la cui parte superiore è in uso al Comune. Struttura che compenserà l’abolizione di posteggi conseguente all’allargamento della via Monte Emilius. Sarà elevato di trenta, quaranta centimetri rispetto alla sede stradale.

La sperimentazione di una ‘rotonda’ in via Monte Emilius è già stata testata in passato. “I tempi non lo permettevano – ricorda l’assessore comunale ai Lavori Pubblici -.Ora, riteniamo che siano maturi per modificare, in termini radicali, la viabilità all’ingresso di Aosta. Uno snodo importante che merita opportune modifiche viabili per dare il massimo risalto all’Arco d’Augusto, monumento simbolo della città”.

La valorizzazione di quell’area dovrebbe identificarsi anche con l’abbattimento di ‘Casa Motta’, più conosciuta come la ‘Ca’ rossa’. Un progetto di cui si era occupata, a lungo, la giunta dell’ex sindaco Guido Grimod. Il degrado dell’immobile offusca la maestosità del monumento, ma, essendo di proprietà privata, i tempi di chiusura delle trattative di acquisto da parte dell’amministrazione sono imprevedibili.

“Siamo consapevoli della problematica – dichiara Antonino Malacrinò – La questione non è così semplice. Saranno le prossime amministrazioni a fare le dovute valutazioni”.

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