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Sinistra: aiuto ai migranti e morte alla Meloni

Continua senza esclusione di colpi una battaglia che, a nostro avviso, ha davvero poco di umanitario, ma che è solo un modo per apparire sfiorandolo il ridicolo.

La sinistra, dopo aver perso tutte le competizioni elettorali possibili, pur se affermano il contrario, ha trovato anche il modo di mortificare tutti gli italiani con un atto davvero poco civile: mettere in discussioni le leggi dello stato.

Se le leggi possono non essere rispettate devono dirlo con chiarezza, perchè domani nel caso un italiano non si ferma all’alt della Polizia o Carabinieri o Guardia di Finanza, si sentirà autorizzato a farlo e potrà contare sul fatto che immediatamente dopo un parlamentare si precipiterà a bordo della sua auto per aiutarlo. In quanto alla multa si aprirà una sottoscrizione tra antifascisti e buonisti pronti a soccorrere i bisognosi.

Questa si che è una bella novità, in questi giorni è emersa una realtà: se si è antifascisti, buonisti e magari anche di colore si è anche legittimati ad essere anarchici.

Ma potrebbe anche esserci dell’altro?

Giorgia Meloni, sul suo profilo Bacebook ha postato:

«Io continuo a sostenere la confisca e la demolizione della Sea-Watch, facendo prima trasbordare i passeggeri per fermare il business dell’immigrazione clandestina. Alla sinistra non è mai interessato salvare vite umane e la loro bontà traspare da queste dolci parole che mi hanno dedicato negli ultimi giorni. Mentre loro mi insultano e chiedono la mia morte, noi continuiamo a chiedere zero sbarchi e zero vittime in mare. Loro non sono umani ma sciacalli senza remore»

Dopo questo sfogo, legittimo della Giorgia nazionale, la stessa affonda il colpo parlando dei confini nazionali e della loro inviolabilità.

Sulle colonne di “Libero” Giorgia Meloni, dopo una attenta analisi rilevava come attorno alla nave della Ong tedesca «si sta combattendo una battaglia epocale che avrà conseguenze per il futuro della sovranità dell’Italia e di tutti gli Stati nazionali. Per questo oggi non ci può essere alcun cedimento sul comportamento illegale della nave della Ong tedesca battente bandiera olandese e lo Stato deve ribadire con fermezza il suo sacrosanto diritto di stabilire con proprie leggi le politiche sull’immigrazione che intende adottare» . Insomma, al di là delle divergenze di opinioni sugli sbarchi o i porti chiusi, è sin troppo evidente che la questione Sea Watch3 ha bel altra valenza e la Meloni sottolinea che in gioco c’è «l’applicazione o meno di un principio che da più parti si tenta da tempo di affermare: l’immigrazione come diritto fondamentale dell’uomo che le leggi degli stati Nazionali non possono limitare in alcun modo».

A questo si punta ad arrivare: usare le Ong come cavallo di Troia per sconfinare legittimamente.

La Meloni continua: «la sinistra ha già più volte apertamente sostenuto questa tesi, come ad esempio nel caso dell’arresto del sindaco Lucano di Riace per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina con tutti gli esponenti della sinistra e l’immancabile Roberto Saviano schierati dalla parte dell’indagato e a parlare di “disobbedienza civile” come unica arma di difesa da leggi inique contro i migranti»

E oggi, guarda caso, con la Sea Watch 3 assistiamo alla messa in scena dello stesso copione: e l’editoriale di Gad Lerner su Repubblica, naturalmente citato nel commento di Giorgia Meloni, dall’emblematico titolo «L’onore di disobbedire», lo testimonia e conferma, pericolosamente, una volta di più…

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