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Sea Watch entra a Lampedusa

Ad attendere la nave con 42 migranti a bordo, ci sono una decina di uomini tra Poliziotti e Carabinieri.

Già in mattinata il capitano della nave aveva palesato con una certa chiarezza la sua intenzione di non rispettare gli ordini ricevuti da parte della autorità italiane e con un tweet, Carola Rackete capitano della nave, dice:”Basta, siamo entrati”

Si genera il caos e tante dichiarazioni sull’atteggiamento di un capitano che in barba agli ordini lascia le acque internazionali per entrare in quelle italiane. Unfatto che forse si verifica solo in Italia.

Intanto una motovedetta della Guardia di Finanza ha raggiunto la nave in acque territoriali ma la nave Ong non si è fermata all’alt intimato dalle Fiamme gialle e si è diretta verso l’isola di Lampedusa.

Un fatto grave che scatena le reazioni di molti. Il il ministro dell’Interno Matteo Salvini tira dritto: ”La Sea Watch è una nave fuorilegge che mette a rischio la vita di decine di immigrati per uno schifoso, squallido giochino politico – afferma in diretta Fb -. Useremo ogni mezzo democraticamente concesso per bloccare questo scempio del diritto, questo menefreghismo delle leggi, delle intimazioni e anche dello spirito di dignità umana. L’Italia non può essere punto di approdo per chiunque decida di scaricare esseri umani. Io l’autorizzazione allo sbarco in un porto italiano ai trafficanti di esseri umani e ai loro complici non la do e non la darò mai”.

“C’è una nave che batte bandiera olandese, non è possibile che il governo olandese se ne freghi – prosegue Salvini – Basta, all’Ue si sveglino, qualcuno si svegli ad Amsterdam. L’Olanda e il governo olandese ne risponderà, il governo tedesco, visto che questa Ong e l’equipaggio è tedesco, ne risponderà. Sono stufo e penso di parlare a nome di 60 milioni di italiani che non sono cittadini di serie b”.

“Se pensano che così si vada avanti – precisa il ministro dell’Interno – hanno sbagliato, useremo ogni mezzo legalmente lecito e necessario per fermare questa vergogna, le leggi di uno Stato si rispettano. L’Ue se vuole far qualcosa faccia partire adesso un bell’aeroplano che carichi queste persone e le porti un po’ a Berlino, un po’ ad Amsterdam, e quel che resta a Bruxelles. L’Italia non è più disposta a far da punto di approdo per clandestini che non hanno nessun titolo di arrivare in Italia”.

Quindi rimarca: “Chi sbaglia paga, non dico solo quella sbruffoncella di comandante che fa politica sulla pelle di qualche decina di immigrati per dimostrare chissà cosa pagata da chissà chi. Capitano avvisato, governo avvisato, istituzioni europee avvisate. Se in Europa esiste qualcuno se c’è un governo ad Amsterdam con un po’ di dignità, lo dimostrino in questi minuti, altrimenti dall’Italia arriva a no. L’autorizzazione allo sbarco non c’è, piuttosto schiero la forza pubblica. I confini sono sacri e inviolabili”.

L’intenzione del Comandante di sbarcare a Lampedusa era stata chiara fin dalla mattina con la pubblicazione di un ‘post appello’ sui profili social della Ong: “Sono responsabile per le 42 persone salvate in mare e che non ce la fanno più. Le loro vite sono più importanti di qualsiasi gioco politico” ha scritto Rackete, seguita dal commento della Ong, che ha contestualmente lanciato una raccolta fondi. “Se il nostro capitano Carola segue la legge del mare, che le chiede di portare le persone salvate in un porto sicuro, potrebbe affrontare pesanti condanne in Italia. Aiuta a difendere i diritti umani, condividi questo post e fai una donazione per la sua difesa legale”.

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