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Sanità: tempi ‘giurassici’ per prenotazione visite specialistiche

AOSTA – “Sono indignata per la situazione che stiamo vivendo in Valle d’Aosta. E’ quasi impossibile prenotare visite mediche specialistiche tramite l’Usl. I tempi di attesa sono eterni e, nel mio caso, diventato impossibili da osservare, considerata l’urgenza che impone il mio stato di saluite”.

E’ imbufalita M.P., 54 anni, residente in via Parigi, ad Aosta. Denuncia la deriva in cui si dibatte la nostra regione per le prenotazioni di visite specialistiche, e non.

Non possiamo prenotarle i suoi esami perchè le ‘agende’ sono chiuse e non possiamo prendere altre prenotazioni per un tempo indefinito. Questo mi hanno risposto gli impiegati allo sportello della ‘piastra’ dell’ospedale ‘Parini’ quando sono andata per prenotare una visita specialistica. Ho problemi al fegato e non si conosce ancora l’entità. Non posso attendere un tempo indefinito”.

Alla prima richiesta di prenotazione, il 6 febbraio scorso, si è sentita rispondere: ‘Torni fra un po’. Sono ritornata l’11 e, ancora, la risposta è stata la stessa: ‘Ritorni’. Del tutto inutili le mie rimostranze. Ieri, 13 febbraio, sono ritornata per niente”.

M.P. si reca, allora, all’Ufficio Relazione con il Pubblico, nella sede dell’Ausl, in via Guido Rey, e sente che il personale stava discutendo proprio di questa problematica. Alla richiesta della donna di prenotare un esame urgente le rispondono di essere a conoscenza della situazione, ma di non avere medici a sufficienza e neppure convenzioni con altri istituti.

Spiego loro della mia urgenza – continua il racconto di M.P. – Entro agosto devo presentare al medico di base una serie di esami. Ho percepito l’imbarazzo del personale impossibilitato ad esaudire le mie richieste. Forse, per rasserenarmi, mi hanno detto che, a breve, dovrebbero arrivare nuovi medici. Ma, vista la situazione, non ci credo. Io ho impellente necessità di fare quegli esami”.

Il 25 febbraio, si recherà, a Novara, per sottoporsi ad un esame molto delicato e importante, oltre ad un’ecografia. Il tutto, a pagamento in quanto sono necessari, con la massima tempestività, i riscontri per prescrivere la cura adatta.

Commenta M.P.: “In questa mia odissea penso a chi ha problemi di salute molto gravi e non ha tempo da perdere. Rischiare di morire per colpa di una burocrazia assurda è incomprensibile”.

Il problema è a monte. In Valle d’Aosta, il bilinguismo viene applicato in qualsiasi settore. Anche nella Sanità. La conoscenza del francese è di prioritaria importanza e, quindi, frena molti professionisti che auspicherebbero di svolgere l’attività nei due ospedali regionali. Lo scoglio linguistico li blocca, originando problemi insormontabili. La Regione ha deciso di modificare questa normativa, alleggerendo l’importanza del francese negli esami dei concorsi pubblici. E’ quanto sta aspettando, da anni, l’intera popolazione valdostana.

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