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Preoccupante escalation mafia nigeriana in Sicilia

La mafia in sicilia cambia colore. Tende sempre più al nero persino in Sicilia dove le cosche stanno perdendo la capacità di rendere immune da infiltrazioni il territorio controllato.

La retata di ieri a Palermo, a Ballarò, ha visto finire in galera diversi africani, alcuni con l’accusa di associazione a delinquere.

E’ una mafia sottovalutata dalle forze politiche, e invece bisogna stare in guardia. Ci confida la deputata palermitana Carolina Varchi: “Fdi ha chiesto che la commissione antimafia se ne occupasse visto che gli appartenenti alla mafia nigeriana sono pericolosi tanto quanto i nostrani. Ma le altre forze politiche, in preda ai deliri buonisti, negano addirittura che possa esistere una mafia alimentata dall’immigrazione incontrollata”.

Le cronache sono piene dei riti tribali con cui si muove la mafia nigeriana per i nuovi adepti. Se costoro entrano anche a Palermo, c’è da porsi più di una domanda, a partire da quella sul peso attuale di Cosa Nostra. L’esplosione del terrorismo in Italia non contagiò la Sicilia, se non in minima parte. Perché quella mafia dominava il territorio e non voleva “concorrenza” nella lotta tra Stato e AntiStato.

Oggi, bisogna cominciare a porsi dubbi, anche inquietanti. E’ più debole l’attuale organizzazione mafiosa indigena rispetto a quella d’importazione africana? Si può parlare di “alleanza” tra boss siciliani e capitribù criminali? O i nigeriani stanno avendo il sopravvento su Cosa Nostra?
A quanto se ne sa dalle prime sentenze emesse, la mafia  nigeriana sta mutuando l’organizzazione di quella territoriale. E dunque, cerca di imporre con la forza il proprio predominio su determinati territori (quello di Ballarò ne è una testimonianza). Ma anche su affari come lo spaccio di droga e la prostituzione. E pure agli africani è contestata l’associazione di stampo mafioso perché agiscono sotto la spinta e la forza intimidatoria del vincolo associativo.

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