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Palaindoor: possibile trasferimento dell’arrampicata sportiva alla Caserma Cesare Battisti

AOSTA – La conferma, senza appello, dell’allestimento del Centro vaccinale, al Palaindoor, ha allarmato dirigenti, allenatori e atleti, ma, nel contempo, ha sollecitato la ricerca di alternative che, comunque, era in programma, visto il progetto di riqualificazione, per lotti, della struttura di regione Tzamberlet.

Un’ottima, possibile, chance potrebbe risolvere i problemi dei ragazzi iscritti all’Associazione ‘Oasi Vertical‘, la palestra per l’arrampicata sportiva, presieduta da Cristiana Martinetto: “L’unica soluzione alternativa è, ad oggi, la parete di arrampicata attrezzata dell’Esercito, nella caserma ‘Cesare Battisti’. Stiamo ancora verificando il tutto – informa -. La disponibilità del Comandante e di altri graduati ci rasserena. Ma, i tempi sono lunghi.” Aggiunge: “Eravamo consapevoli di doverci trasferire entro il 31 Marzo di quest’anno, in vista dei prossimi interventi di ristrutturazione del Palaindoor, ma, in ogni caso, non nascondo la preoccupazione di garantire lo stesso ambiente ai nostri iscritti”.

Domani, 6 febbraio, quaranta atleti avvieranno la stagione agonistica. “Come facciamo? – domanda la presidente Martinetto -. Il decreto ministeriale impone l’agonismo di carattere nazionale. Atleti, cioè, che si allenano per conquistare il titolo italiano. Siamo allarmati”.

Ricorda dettagli importanti di questa associazione arrivata a traguardi lusinghieri. “Dieci anni di lavoro, anche con ragazzi disabili e questo ‘stop’ si aggiunge ad una situazione già difficile per l’emergenza. Per fortuna, possiamo contare sulla collaborazione dell’Esercito”, ribadisce.

L’eventuale trasferimento nella palestra della caserma, in via Saint Martin de Corléans, comporta, per l’Oasi Vertical’ un ingente lavoro di preparazione: oltre alla disinstallazione delle numerose prese, lo smantellamento della zona riservata agli allenamenti con relative attrezzature “che, al momento, non abbiamo locali a disposizione per accantonarli in attesa della nuova sede”, si preoccupa la dirigente, facendo notare come l’accoglienza in Caserma debba confrontarsi con gli allenamenti e l’attività ordinaria dell’Esercito.

Siamo fiduciosi, ma i tempi sono ancora lunghi e le esigenze delle istituzioni chiedono un’accelerazione”, conclude Cristiana Martinetto.

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