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“Nessun pacco bomba, ma ‘scarti’ dei maleducati che frugano nei cassonetti”

AOSTA – La vera ‘bomba’ sta per scoppiare fra i residenti del Quartiere Cogne, furibondi nel dover assistere, ogni giorno e nell’indifferenza di tutti allo scempio dei cassonetti. Vediamo donne, di colore soprattutto, arrampicarsi sui contenitori, tirare fuori mucchi di abiti, scegliere quelli che piacciono e, poi, lasciare, sparsi dappertutto, tutti gli altri.”

Interviene Carlo Pivot, ex presidente del Comitato Quartiere Cogne: “Sono insensibili a qualsiasi rimostranza – dice -. Più volte, raccomandiamo un minimo di educazione, invitando queste persone a rimettere all’interno dei cassonetti i vestiti che non usano. Niente. Non rispondono e, anzi, se ne vanno brontolando, con sguardo minaccioso”.

I due allarmi che hanno allertato Agenti della Questura e Artificieri si sono rivelati falsi. Nel primo, il 17 luglio scorso, era stata avvistata una scatola sospetta, in via Cesare Battisti, di fronte all’Ufficio postale. Area sbarrata, intervento delle forze dell’ordine e brillamento del pacco. Nulla di quanto sospettato. La scatola era vuota.

Nel secondo, è stata segnalata una borsa appoggiata sul muretto di fianco alla chiesa dell’Immacolata, in via Lexert, ieri, giorno di Ferragosto. Anche in questo caso, l’intervento degli agenti della Questura e degli Artificieri ha sgombrato il campo dai dubbi.

La borsa – ribadisce Pivot – è una delle tante tirate fuori dai cassonetti e, poi, abbandonata perché non è piaciuta. Ben vengano le segnalazioni se si vedono situazioni diverse dal solito – sottolinea –Ma sarebbe più giusto intervenire verso quelle donne che lasciano a terra gli indumenti senza nessun senso di responsabilità. Lo riteniamo un affronto verso quei residenti che, con tanta dedizione, depongono all’interno sacchi di abiti, anche nuovi, per aiutare i più bisognosi. Basterebbe posizionare una telecamera e finirebbero tutti gli allarmi di pacchi bomba e i conseguenti disagi per carabinieri, polizia e cittadini”.

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