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Natale, tutti buoni

E’ Natale e tutti vogliono essere più buoni, più caritatevoli e, tanto per usare un termine di moda, più accoglienti, ma quanto accaduto a Palermo, nella messa di mezzanotte, lascia qualche perplessità in molti ed è sicuro di riflessioni di vario genere.

Il fatto sta nella spettacolarizzazione, manipolazione e politicizzazione di un evento, una ricorrenza che si ripete da oltre 2000 anni sempre con gi stessi personaggi e gli stessi colori.

Quest’anno il “buon ” vescovo di Palermo, l’arcivescovo Lorefice, ha creduto bene di utilizzare nella messa di mezzanotte un Gesù bambino di colore come messaggio di accoglienza e di integrazione ed aggiungiamo noi, come propaganda elettorale come ingerenza politica della Chiesa e soprattutto come atto estremo di discriminazione nei confronti degli italiani.

Serve troppo spesso ricordare che siamo in Italia, una nazione ricca di tradizioni, culture e folklore che non può e non deve essere mortificato dal sentimento politico dell’accoglienza ad ogni costo. Forse l’arcivescovo avrebbe fatto cosa migliore se invece di ospitare in curia una sola donna con un bambino, ne avesse ospitato qualche centinaio. Stessa cosa per tutte le altre curie e diocesi. Invece no, si si limita a parlare e soprattutto ad offendere gli italiani, almeno quella parte di italiani ancoraa in grado di non essere stupidamente condizionati da falsi buonisti e di quanti vogliono un processo di annullamento di identità del popolo italico.

Noi continueremo a vedere il piccolo Gesù di colore chiaro, con gli occhi azzurri e le guancette rosee, e nello stesso tempo a dividere il nostro misero pasto con chi ne ha bisogno. Altri tingono di nero Gesù Bambino, affogano nell’opulenzae e, come si suol dire “finita la festa, gabbato il santo”.

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