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Lupo: Ministero Ambiente approva nuovo piano di gestione della specie

AOSTA – La Valle d’Aosta, in quanto regione dell’Arco alpino, parteciperà alle varie riunioni in via di programmazione.

In quella sede – esordisce Paolo Oreiller dirigente della Struttura regionale Flora e Fauna – apprenderemo quali misure potrebbero essere attivate in casi particolari. Si tratta di riunioni tecniche indette per informarci delle nuove modalità di intervento approvate dal Ministero”.

La notizia rassicura gli allevatori. “Siamo disperati – fanno sapere – . Gli attacchi dei lupi stanno facendo stragi dei nostri animali. Se la Regione non prenderà provvedimenti drastici saremo costretti a chiudere le nostre aziende”.

La Regione sta monitorando la presenza numerica e logistica del mammifero ritornato, da anni, su tutto l’Arco alpino. Il monitoraggio è sostenuto da azioni mirate ad aumentare e migliorare le condizioni di convivenza uomo-animale.

“Ci impegniamo – riprende Oreiller – per diminuire l’impatto tra allevatori e lupo. In particolare, alleggeriamo i danni, erogando contributi destinati anche alla sistemazione di misure di prevenzione dagli attacchi dei carnivori. Contribuiamo, quindi, alle spese sostenute per le reti metalliche posizionate attorno ai pascoli e all’acquisto di cani da guardiania”.

Il lupo è una specie protetta da norme europee. Le stesse, però, sanciscono la possibilità di intervenire, in termini drastici, in casi di estremo pericolo. La legge italiana, ad oggi, non prevede l’apertura a questa possibilità. “E’ in fase di approvazione un nuovo piano nazionale di gestione del lupo”, annuncia il dirigente.

Ai poli opposti la gestione dei lupi nello Stato francese. “Il mese scorso – dichiara Luciano Joris presidente del Comitato Regionale Gestione Faunistica – è stato abbattuto dall’Associazione Lupi, di Annwecy, l’ultimo dei cento lupi previsto nel piano annuale di contenimento della specie”. Domanda: “Per quale motivo non è possibile legiferare, in questa direzione, anche nello Stato italiano?”

Risponde ancora Paolo Oreiller: “Al momento, l’Italia non ritiene di aderire a questa opportunità di abbattimenti annuali. Anche perché siamo convinti che non sia la soluzione più idonea a contenere il numero della specie. E’ chiaro che comprendiamo l’allarme lanciato dagli allevatori. La loro è una situazione complicata. Ma stiamo studiando come dare risposte allineate alle loro aspettative”.

Risposte che non soddisfano Joris: “Qui si vive in un mondo di favole. Vediamo lupi dappertutto. Addirittura sempre più vicini ai centri abitati. Le associazioni protezionistiche dimostrano di non conoscere la realtà. La situazione è molto seria e non può essere sottovalutata“.

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