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L’ombra della speculazione sui dispositivi di protezione sanitaria

I finanzieri del Gruppo di Lodi, a seguito di un’attivazione pervenuta da un diligente cittadino, hanno individuato, in sole 12 ore, una società operante in provincia di Milano che commercializzava DPI effettuando una rilevante speculazione sui prezzi di vendita.

Le indagini, a seguito delle perquisizioni effettuate in Segrate e Pioltello, hanno rivelato, attraverso l’esame della documentazione contabile di acquisto e di vendita, come la percentuale di ricarico sui DPI, in alcuni casi, ha raggiunto anche il 700% rispetto al normale valore di mercato.

Guanti e camici mono uso e le famigerate mascherine sia chirurgiche sia di tipo FFPP1, FFPP2 e FFPP3 tutti conformi alla norma tecnica di riferimento, sono state poste in vendita con smisurati aumenti percentuali di prezzo, senza alcuna giustificazione tant’è che il titolare dell’azienda, B.R. di anni 58 anni, è stato denunciato alla Procura della Repubblica di Milano, che ha assunto la direzione delle indagini, per violazione dell’art. 501 bis del Codice Penale: “manovre speculative sulle merci”.

La delicata situazione sanitaria connessa alla crisi epidemiologica rappresenta un terreno fertile per gli speculatori e, in questo particolare momento, la Guardia di Finanza, quale polizia economico finanziaria, risulta particolarmente attenta sia alle dinamiche della tutela del mercato sia alla tutela di ogni singolo cittadino in modo tale da assicurare la corretta commercializzazione dei dispositivi di protezione individuale.

Accanto a chi distrattamente, o solo per questioni di impellenza, non appare preoccupato della legittimità e conformità del prezzo, convivono le esigenze di particolare tutela delle categorie più deboli e delle famiglie più numerose.

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