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L’inchiesta. Reddito di cittadinanza: ecco come la camorra e la politica se lo contendono

Giovanni ( nome coperto) ha appena 23 anni. Orecchino al lato sx, una moto potente, e veste griffato. Insieme a lui, tanti suoi amici del Parco Verde di Caivano, la prima piazza di spaccio della droga in Campania oppure del sud Italia. Qui arrivano clienti da ogni parte d’Italia a comprare cocaina, Hashish, Marijuana e tante altre sostanze da consumare anche nelle discoteche. Quel complesso residenziale, tirato su con la legge del dopo terremoto, e che i clan della camorra napoletani dopo la guerra contro i Legnante-Marino-Russo se ne sono subito impossessati insediandosi e generando uno dei mercati della droga che produce milioni di euro all’anno, attualmente hanno pure messo le mani sul reddito di cittadinanza.

In questo assurdo comprensorio venuto alla ribalta negli ultimi anni per la morte della piccola Fortuna Loffredo, abita pure Rosa Amato, 58anni, detta “rosetta a terrorista” sorella del boss Raffaele Amato, che insieme al cognato Cesare Pagano, fondarono gli scissionisti di Secondigliano i quali in poco tempo, -ed a suon di morti ammazzati-, distrussero Paolo di Lauro alias “Ciruzzo o’milionario”, insieme ai suoi figli Cosimo e Marco (da poco finito in galera). Rosa, arrestata tantissime volte dalla DDA Partenopea per traffico di sostanze stupefacenti, ultimamente è finita nuovamente in carcere sempre per lo steso reato: traffico di droga. Ma poi subito scarcerata ed è finita ai domiciliari. Quando è stata arrestata dalla squadra Mobile di Napoli, intorno a lei una schiera di donne e ragazzi in motocicletta che la omaggiavano augurandole di uscire presto dal carcere. E furono pure accontentati. Tre giorni fa, in manette è finita Rosalba Bellezza 38anni figlia di Rosetta che abita al piano di sotto. Stava pure lei ai domiciliari per lo stesso reato della madre. Ma poi, gli investigatori del commissariato di Afragola l’hanno sorpresa ancora una volta a cedere cocaina ad alcuni clienti nella stessa casa dove era stata confinata per la detenzione domiciliare. Dopo gli accertamenti di rito, su disposizione del magistrato di turno, è finita direttamente nel carcere femminile di Pozzuoli. Quando è stata arrestata, si lamentava con gli investigatori poiché gli toglievano i soldi al mese: cioè il reddito di cittadinanza. Come lei anche un altro spacciatore, Mariano Pignetti arrestato il 19 di Ottobre scorso all’isolato B 3 sempre per spaccio di droga, ( arrestato in passato numerose volte come la figlia di Rosetta) incassava il reddito di cittadinanza. Ma la lista potrebbe essere lunghissima.

Le piazze di spaccio del Parco Verde, funzionano tutte sotto il regime del nuovo boss, cioè Nicola Sautto, ( uomo del clan Amato -Pagano) diventato il nuovo referente della droga al Parco Verde di Caivano. L’ intero complesso residenziale è blindato. Non appena chiunque che non è del rione pensa di entrare solo per farsi un giro, viene subito avvicinato e fotografato da ragazzi in motorino. Gli investigatori del commissariato di polizia di Afragola ed i carabinieri, fanno miracoli e devono attuare vere e propri sistemi per non farsi sorprendere. Ma alla fine ci riescono sempre.

Quei ragazzi, sono gli stessi che per conto dell’attuale reggente della droga, lavorano tutti i giorni assicurandogli protezione e vigilanza contro le forze dell’ordine al fine preservare l’enorme business dello spaccio che -secondo gli inquirenti- fattura 20 milioni di euro all’anno. Ma, mantenere l’esercito fatto da tantissimi giovani costa. Ed il reddito di cittadinanza, potrebbe essergli utile al fine di ammortizzare qualche stipendio.

Si, perché questi ragazzi , non hanno perso tempo ad iscriversi al primo ufficio che si è aperto sul corso Umberto di Caivano. Centinaia sono le domande già presentate. Al Parco Verde, di piazze di spaccio da 14 sono diventate più di 20 e tutte funzionanti. Ognuna, incassa la media di 1,2 milioni di euro all’anno. Un esercito di ragazzi in carriera che comunque rappresentano un costo fisso per chi foraggia di cocaina la piazza di spaccio. Quindi il reddito di cittadinanza può essere un aiuto.

Secondo una dipendente del Caf presente sul corso di Caivano, (che non vuole essere citata), la fila già si era formata dall’inizio dell’anno, quando alcuni giovani scesi da potenti motociclette dal costo ognuna di 20mila euro, chiedevano come fare per aderire al reddito di cittadinanza. All’epoca non era ancora legge, (parliamo di Gennaio scorso)quindi, le domande erano rivolte all’impiegata per capire se la legge era passata o meno. Poi, nel momento in cui hanno avuto sentore che Di Maio e Company avessero generato “il miracolo” allora si sono presentati tutti per ricevere la modulistica ai fini dell’iscrizione.

Questi soggetti, a cui la camorra affida le sorti dei loro quartieri, sono giuridicamente dei disoccupati privi di reddito. Anche se qualcuno ha qualche precedente penale dunque, la domanda la può fare lo stesso. Chiara dimostrazione che nelle zone dove insistono quartieri poveri, definiti veri e propri dormitori come il rione Parco Verde di Caivano, e quello delle Salicelle di Afragola, di Scampia, Piscinola, e Secondigliano, tirati su tutti con la stessa legge del dopo terremoto, avendo una connotazione di quartieri definiti veri e propri “fortini della malavita”, possono essere grandi usufruitori del reddito di cittadinanza, ma continuando a delinquere.

In questi quartieri formati dai trenta e cinquanta nuclei ciascuno, per un totale che parte dai 10mila ai 20mila abitanti per ogni rione, accorpati uno sopra l’altro, i clan li sfruttano non solo per le occupazioni abusive ai danni dell’erario, ma anche per commercializzare armi, supermarket di sigarette di contrabbando, pezzi di ricambio per auto rubate, alimenti trafugati, “cavalli di ritorno” per auto e motorini rubati o rapinati, l’usura sulla spesa e chi ne ha più ne metta .

Insomma, tutto quello che il codice penale e procedura penale contempla come reato, in quei quartieri viene svolto con regolarità quotidiana e senza soste. Oltre, alla totale assenza di politiche sociali di reinserimento lavorativo. Quindi, scattata questa foto di un territorio fatto di povertà e degrado assoluto, in totale assenza delle istituzioni di ogni ordine e grado, dove la politica se ne serve solo per attuare voto di scambio, il reddito di cittadinanza trova uno suo spazio fondamentale.

Ecco il sistema

I clan, – secondo quanto scoperto da chi già sta indagando- si servono a livello locale dei soliti colletti bianchi, cioè commercialisti, centri Caf, oppure l’infiltrato all’interno dei centri per l’impiego il quale, fornisce consulenza su come fare arrivare la famosa tesserina con i soldi sopra. Il clan predominante locale, sul reddito di cittadinanza fa due cose semplici ma redditizie: si vende sia il piacere (cioè lo snellimento della pratica burocratica al Caf manovrando sui requisiti), che guadagnarci sulle domande presentate. Della serie, se ti mando in quel Caf, tu mi paghi il piacere e poi se vuoi mi dai qualcosa fuori mano.

A Caivano per esempio, la camorra già si è organizzata per bene: ci sono personaggi che sanno subito come fare per aiutare a chi ne fa richiesta di parlare con un amico inserito nel “sistema” che si mette subito a disposizione- “ Vai li dentro, non ti preoccupare, fai il nome mio e quello ti fa lui la domanda”. Stessa cosa anche ad Afragola. Il capo popolo locale, che si intravede nella famiglia Bizzarro-Barbato, che da quando la DDA di Napoli ha arrestato tutto l’esercito che si fondava sull’oramai claudicante clan Moccia, sono diventati i padroni assoluti dell’intero rione Salicelle, gestendo di fatto le occupazioni illegittime degli appartamenti, e tutto quello che concerne una sorta di attività amministrativa che va dall’accoglienza, allo snellimento delle pratiche, e soprattutto come fare per avere il reddito di cittadinanza. Ecco quello. Ebbene, alcuni Caf sono stati presi d’assalto insieme all’ufficio per l’impiego poiché, “i salicelliani” si presentano con la raccomandazione nelle tasche: “mi manda tizio, devo fare la domanda”. Chi fa attività sociale nel rione Salicelle, così come negli altri rioni, non esclude che ci possa essere una attività di riciclaggio quando l’utente andrà a svuotare la carta di credito con i soldi sopra. Come? “Dottò, tranquillo, io se mi compro il giubbino o le scarpe, poi me le rivendo”. Così rispose Giovanni a chi gli chiedeva come spendeva i soldi della card presentata da Di Maio. Ed a chi gli chiedeva del lavoro, della possibilità di essere chiamato a lavorare, lui ha risposto: “ma se qui le fabbriche chiudono in continuazione, chi mi potrebbe chiamare?” A dargli manforte, è anche la mancata assunzione dei famosi “Navigator” cioè coloro i quali dovrebbero indirizzare i beneficiari del reddito a trovare un lavoro.

Stessa cosa può avvenire anche con la politica. Ebbene, se la camorra può in un certo qual modo inserirsi nella miseria sociale, d’altronde come ha sempre fatto, siccome questi quartieri sono dei veri serbatoi di voti per la politica sul voto di scambio, è chiaro che, in un comune come Caivano sciolto da pochi mesi per condizionamento camorristico, dove nel decreto di scioglimento c’è anche la politica scorretta del voto, ne possono approfittare chi prima andava dal clan a chiedere i voti, ma adesso invece il voto può farlo lui stesso sfruttando la fame e l’ignoranza della gente che in questi posti raggiunge livelli allarmanti. “Come si compila la pratica? A chi bisogna domandare?” ed il politico locale, vuoi che sia un ex assessore o consigliere comunale sta subito li pronto (sfruttando l’ignoranza del cittadino) a dare consigli. Poi, subito dopo gli dice: “ signò però poi ricordatevi di me alle prossime elezioni”. Caso questo, che è successo ad Afragola e Caivano, due realtà di infinito degrado sociale, dove due consiglieri comunali appartenenti a schieramenti di destra e sinistra, si sono prodigati per portare cittadini ai Caf per fare domanda.

Per don Maurizio Patriciello notissimo parroco anticamorra di Caivano, (dove la sua attività parrocchiale da fastidio ai tanti clan della camorra che si spartono il milionario mercato della droga al Parco Verde). Lui, il parroco, non ha mai creduto al reddito di cittadinanza ritenendo che “ il papa dice che ci vuole lavoro vero, e non assistenzialismo”. È poi, sul lavoro che non c’è “ dove andrebbero a lavorare se qui le fabbriche non ci sono? C’è il rischio che, chi lavora per piccoli lavoretti, si licenzia per essere assistito. Tutto questo è assurdo.” Poi se il reddito lo potrebbe intercettare la camorra? “ questo non lo so, ma certamente questo è un quartiere molto povero, quindi ritengo che tutti lo possono intercettare. Qui la camorra da il suo di reddito di cittadinanza, quindi ritengo che sia un arma a doppio taglio”.

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