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Liana Calvesi ricorda Gioele Bravo: “Un atleta a tuttotondo. Un ragazzo splendido. Come tutta la famiglia”

AOSTA – Si commuove la presidente dell ‘Associazione Atletica Sandro Calvesi‘, di Aosta, nel ricordare Gioele Bravo, il 19enne deceduto nello spaventoso incidente aereo accaduto, ieri (mercoledì 12 febbraio) a Carlentini, nel siracusano. La famiglia è residente, a Quart, in frazione Bas-Villair, 22.

“Conosco bene tutti – dice Liana Calvesi -. La sorella Carolina, in particolare, è una delle atlete dell’Associazione. Non solo. E’ innamorata dei cavalli e quando può fa equitazione. E’ un’atleta multiprove, come era Gioele e come lo sono anche gli altri fratelli Tosca e Tobia.”.

Nella notte, Carolina si è rivolta sui ‘social’ al suo ‘fratellone’ Gioele. Un dialogo struggente, in cui i grandi e gioiosi ricordi si alternano al dolore straziante, ad un affetto e ad un vuoto incolmabili. “Adesso sarò io a guidare i nostri fratelli. Prima eri tu, Gioele, il nostro riferimento”.

Parole in cui l’amore è un tutt’uno con la disperazione di non vederlo più. Gioele, morto mentre stava coltivando il suo sogno: diventare un pilota di linea come il padre Piero, pilota dell’Alitalia su voli internazionali.

Genitori che hanno educato i figli in maniera esemplare – ricorda Liana Calvesi -. Anche la mamma Alessia Bossu è una hostess dell ‘Alitalia su linee internazionali. Ma non lasciano mai soli i loro ragazzi. Organizzano la loro attività in modo tale da assicurare una presenza. Una famiglia meravigliosa”.

Gioele, il ciclista, l’atleta di salto in lungo, di corsa ad ostacoli, di salto in alto. Fratelli impegnati nello sport, desiderosi di emergere nella disciplina preferita. “Veniva sempre a prendere Carolina. Era una sorta di ‘piccolo papà’ per i suoi fratelli. Una famiglia molto unita, nonostante gli impegni dei genitori”, commenta Liana Calvesi. Aggiunge: “Non li ho ancora sentiti. Sono persone troppe care, per noi. Condividiamo il loro immenso dolore”.

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