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La protesta di baristi e ristoratori: “Pacifici sì, ma determinati”

AOSTA – “Noi non siamo responsabili della curva del contagio, non siamo il problema. Vogliamo e possiamo essere parte della soluzione”

Graziano Dominidiato, presidente di Confcommercio Valle d’Aosta, non ci sta ad assistere ad una crisi del settore appesantita, in maniera intollerabile, da chi dovrebbe, al contrario, alleggerirla, mettendo in campo realtà istituzionali adeguate. Sollecitano la Regione all’erogazione di indennizzi, sottolineando come, ieri, il governo abbia preso provvedimenti “per garantire alla categoria contributi per la perdita di fatturato”, puntualizza il ‘vertice’ dell’Associazione dei consumatori.

L’invasione pacifica, silenziosa, di Piazza Chanoux, organizzata, oggi 28 ottobre, da 50 fra baristi e ristoratori, è stata etichettata, non a caso, #siamoaterra. Hastag eloquente per esprimere la loro preoccupazione. Hanno steso sul pavé un oggetto emblematico della loro attività: le tovaglie, ornamento dei tavoli che, da due giorni, sono semivuoti.

La chiusura alle 18 dei locali, sancita dal governo centrale, è ritenuta assurda. In molti pongono l’interrogativo: “Che differenza c’é tra la chiusura imposta e quella precedente alle 23? Poche ore di attività non comportano l’aggravarsi del contagio”, sbottano molti rappresentanti del comparto, a livello nazionale.

. “Gli indennizzi sono dovuti – ribadisce Graziano Dominidiato – . Non una misura compensativa. Nulla può compensare la negazione del diritto al lavoro. Queste misure sono necessarie per rimetterci in piedi”.

S.L.

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