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La Cervino spa perde ricorso contro Agenzia Entrate. Cassazione sentenzia: funivie paghino l’IMU

AOSTA – Vengono considerati con gli stessi criteri legislativi applicati agli immobili e, quindi, soggetti al pagamento dell’Imposta Municipale Propria, IMU.

Lo ha stabilito la Corte di Cassazione, che ha annullato il ricorso della Società Cervino spa, accogliendo, per contro, le istanze promosse dall’Agenzia delle Entrate nei confronti della società che gestisce gli impianti di risalita e le piste da sci, a Breuil Cervinia.

Corte di Cassazione

La sentenza 13070 della V sezione civile, relativa a due seggiovie da quattro posti, a Torgnon, per quanto attiene a “impianti di risalita, funivie, sciovie, seggiovie e simili, si è ritenuto che, costituendo strumenti indispensabili per il funzionamento di strutture sportive, allestite dai Comuni per finalità di incremento turistico e di sviluppo economico, tali impianti sono soliti avere destinazione esclusivamente commerciale e, quindi, non sussiste il presupposto del classamento come mezzo di trasporto pubblico”.

Gli impianti di risalita sono, pertanto, classificati nella “stessa categoria degli immobili , D/8°, con capacità reddituale assoggettabile a imposta”.

Strutture che sono a servizio di una specifica categoria di utenti,” con scopo ricreativo, non assimilabili ad un servizio pubblico”.

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