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Fondazione Open, nuove perquisizioni

Nuove perquisizioni, oggi, da parte dei militari della Guardia di Finanza di Firenze, su disposizione della procura fiorentina, nei confronti dei finanziatori privati della Fondazione Open, l’organizzazione che dal 2012 al 2018 ha sostenuto le iniziative politiche dell’ex premier ed ex segretario del Pd Matteo Renzi. Secondo i magistrati coordinati dal procuratore capo Giuseppe Creazzo, con il procuratore aggiunto Luca Turco e il pm Antonino Nastasi, titolare del fascicolo di indagine, la Fondazione Open sarebbe stata una sorta di “articolazione” di partito impiegata come strumento di finanziamento illecito. Le perquisizioni eseguite oggi sono quelle, per oltre 30 previste, che non sarebbe stato possibile effettuare ieri. Gli atti ispettivi per raccogliere documenti relativi ai versamenti effettuati a favore della Fondazione Open sono stati compiuti in diverse città, alcune delle quali sono le stesse della decina di ieri. I militari delle Fiamme Gialle avrebbero sequestrato ricevute di bonifici in uffici di varie società ed aziende e altra documentazione sarebbe stata sequestrata anche in abitazioni private.

Le indagini sin qui svolte, dopo i rapporti depositati in procura dalla Gdf tra luglio e metà novembre, scrivono i magistrati nel decreto di perquisizione, avrebbero fatto emergere “significativi intrecci” tra prestazioni professionali rese dall’ex presidente della Fondazione Open, l’avvocato Alberto Bianchi, indagato per traffico d’influenze e finanziamento illecito ai partiti, e dai suoi collaboratori, e i finanziamenti alla fondazione medesima.
Nell’ambito dell’inchiesta, risulta da ieri indagato, per l’ipotesi di reato di finanziamento illecito ai partiti, anche l’amico personale dell’ex premier Matteo Renzi, l’imprenditore fiorentino Marco Carrai, ex consigliere della Fondazione Open nel cui cda, figuravano, oltre al presidente Bianchi, anche i deputati Luca lotti e Maria Elena Boschi. Carrai, secondo gli inquirenti, sarebbe stato il consigliere di riferimento di una decina di esponenti del mondo imprenditoriale e finanziario italiano. “Ho fiducia che la magistratura chiarirà presto la mia posizione. So di non aver commesso reati e di aver sempre svolto i miei compiti rispettando la legge”, ha commentato Carrai una volta appreso della sua iscrizione nel registro degli indagati.

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