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Ex Ilva, ricorso commissari: “ArcelorMittal rispetti accordi”

E’ stato depositato a Milano il ricorso d’urgenza dei commissari straordinari dell’ex Ilva con cui si chiede ad ArcelorMittal di rispettare gli accordi presi in precedenza, visto che non sussisterebbero le condizione per chiedere il recesso dal contratto d’affitto. Si tratta di una possibilità data dall’ultimo comma dell’articolo 70 del codice di procedura penale che concede la possibilità di intervenire in una causa in cui si ravvisa un pubblico interesse. Il procuratore Francesco Greco ha invitato il coordinatore del secondo dipartimento Maurizio Romanelli a seguire le modalità di intervento che sarà seguito dai pm Stefano Civardi e Mauro Clerici, titolari del procedimento relativo alla bancarotta della società Ilva.

Nel frattempo la procura di Milano ha aperto un’inchiesta sull’ ravvisando il “preminente interesse pubblico relativo alla difesa dei livelli occupazionali, alle necessità economico-produttive del paese, agli obblighi del processo di risanamento ambientale”. Greco ha proceduto all’iscrizione di un fascicolo ‘modello 45’, cioè senza notizia di reato, per verificare l’eventuale sussistenza di ipotesi di reato con conseguente delega al Nucleo di Polizia economico-finanziaria della Guardia di finanza di Milano per gli accertamenti preliminari. Il procedimento è affidato ai pm Romanelli, Civardi e Clerici.

Dobbiamo combattere la disinformazione, come su Ilva e sullo scudo penale. Mittal lascia Taranto per lo scudo? E come mai lascia anche la Polonia e il Sud Africa? Non ci facciamo prendere in giro…”. Così Luigi Di Maio in una diretta Facebook. “Loro avevano fatto i conti – prosegue – pensavano di poter produrre e mettere sul mercato 8 mln di tonnellate da Taranto, dopo un anno hanno detto: ‘ci siamo sbagliati, sono 4 mln’. Quando glielo fai notare ti rispondono dei dazi, ma loro sapevano benissimo, quando hanno rilevato l’ex Ilva, che sarebbero stati introdotti. Se a un imprenditore o a un commerciante le cose gli vanno male non è che lo Stato va lì e paga tutto quel che non riesce, anche per loro dobbiamo farci rispettare e far restare a Taranto” AncelorMittal. Dunque, “si mettano al tavolo e si trovi una soluzione. E’ inaccettabile che dopo un anno dicano ‘ce ne andiamo’”.

Nel pomeriggio è invece in agenda un incontro al Mise con ArcelorMittal e i sindacati di categoria dei metalmeccanici e i leader di Cgil, Cisl e Uil.

Intanto le organizzazioni sindacali di Fim Cisl e Fiom Cgil, le rappresentanze sindacali unitarie e tutti i lavoratori della ditta ‘Pietro Lacaita’, impegnati nei cantieri di ArcelorMittal, Arsenale e Torricella di Taranto, hanno proclamato uno sciopero dalle 7 di oggi fino a fine turno dopo che l’azienda ha comunicato ufficialmente che le retribuzioni del mese di ottobre 2019 “saranno riconosciute a data da destinarsi”, a causa “dei mancati pagamenti delle fatture scadute da parte della committente ArcelorMittal”. Si tratta di una condizione, spiegano i sindacati, “che non è più sopportabile dai lavoratori e dalle rispettive famiglie”. 

“Oggi l’azienda ha vietato le ispezioni ai commissari. Credo sia un fatto gravissimo, che dovrà avere una risposta adeguata”, fa sapere dal canto suo il ministro dello Sviluppo economico, Stefano Patuanelli.

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