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Elezioni: i ‘social’, nuovi, efficacissimi veicoli di propaganda elettorale

AOSTA – Della serie: come aggirare l’ostacolo legislativo che impone il silenzio elettorale nel giorno precedente e in quelli successivi sanciti per il voto.

La normativa, promulgata nel 1956, si caratterizza per un ‘vuoto normativo’, non ancora colmato; soltanto nel 1984, vi è stata una revisione che ha incluso il divieto di pubblicità elettorale su emittenti radiotelevisive. Anno in cui, era ancora lontano l’arrivo di Internet. Reti telematiche che, nell’Election day 2020, hanno consentito di continuare l’auto sponsorizzazione dei candidati alle elezioni regionali 2020.

La legge obsoleta impone il divieto di propaganda elettorale nei luoghi pubblici o aperti al pubblico. I ‘social’ sono, senza ombra di dubbio, luoghi pubblici, interconnessi a livello planetario, ma con un volto virtuale. La presenza è relegata ad una tastiera e, quindi, usufruibile da chiunque senza alcun problema di incorrere in violazioni e sanzioni varie.

Anche in Valle d’Aosta, come nel resto d’Italia, sono in molti che continuano a indirizzare i cittadini-elettori. Il ‘silenzio elettorale’ rimane, a tutt’oggi, un àmbito in chiaroscuro di cui ancora nessun legislatore se ne è occupato. L’osservanza della normativa, ormai affondata in un passato remoto, è, quindi, affidata al senso di responsabilità e di correttezza dei candidati.

S.L.

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