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Economia sommersa: in Valle d’Aosta la media è inferiore rispetto al nazionale

AOSTA – I dati Istat, diffusi nell’anno in corso e riferiti al 2017, riportano un tasso di irregolarità occupazionale, in Valle d’Aosta, pari al 9,3%, sulla media italiana del 13,1%.

Fra i settori economici, i più martoriati dal lavoro sommerso, in Valle d’Aosta, primeggia l’Agricoltura con il 21% (24% a livello nazionale).

Percentuale riferita al periodo estivo con l’assunzione di manodopera straniera, soprattutto. Anche nell’ambito delle costruzioni è emerso il 9,6% di ‘lavoro nero“.

Dario Ceccarelli, Dirigente dell’Osservatorio economico-sociale della Regione, illustra una situazione di ‘sommerso’ locale che, nonostante le notevoli criticità causate dall’emergenza Covid-19, sia gestibile e rimediabile con tempistiche accettabili.

Nel complesso dei lavoratori – conferma – si registra un 9,3% di difformità contrattuale. Situazione molto più elevata nel Sud dove arriva a punte di 19,8%”. La Valle d’Aosta è sotto la media nazionale ed è inferiore anche per quanto attiene alla media nella ripartizione Nord-Ovest.”

Fra i settori con un livello più elevato di occupazione priva di contratto spicca l’Agricoltura, area economica che, in Valle d’Aosta, si presenta con un 21%, media di poco inferiore al 24% nazionale.

E’ una media raggiunta, in particolare, nella stagione estiva con l’assunzione di manodopera straniera”, sottolinea Ceccarelli. indicando percentuali inferiori nell’ambito delle costruzioni ferme sul 9,6%.

Il tre per cento in più di ‘lavoro nero’ è riscontrabile, secondo i dati Istat, nei servizi: Turismo, Commercio, Attività stagionali “ed è riferito, soprattutto, all’inosservanza degli orari. Siamo, quindi, al 9,9%”, commenta Ceccarelli, aggiungendo: “Non disponiamo ancora dei dati relativi alla situazione del lockdown. Dovremo verificare se il rallentamento ha prodotto una diminuzione delle irregolarità occupazionali”, conclude il dirigente dell’Osservatorio Economico-sociale della Regione.

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