Press "Enter" to skip to content

Covid-19, Refuge Père Laurent, Liffredo: “Non allarmiamo inutilmente i famigliari”.

Il nostro unico ospite positivo al coronavirus è isolato in una camera della nostra struttura, sotto costante controllo, non ha sintomi gravi e siamo in contatto continuo con la famiglia”.

Massimo Liffredo, Referente di Struttura, invita ad una maggiore cautela nel divulgare le notizie: “E’ giusto e doveroso informare – sottolinea – ma è opportuno farlo con attenzione nei confronti dei famigliari. Il nostro unico ospite positivo è stato infettato da persone esterne ed è sorvegliato da tempo. Da quando si è diffusa la notizia – fa sapere Liffredo – i parenti sono molto allarmati. E’ anche una questione di riservatezza. Oltretutto, non c’è stata necessità di ricovero perché i sintomo sono lievi”. Ribadisce: “Non creiamo preoccupazioni inutili, considerato il periodo molto difficile che stiamo vivendo”.

Un quotidiano scandito dalla normalità quello vissuto dai 120 ospiti del Refuge Père Laurent, nell’omonima via, ad Aosta. Chi ha ancora una mente lucida, in grado di recepire qualsiasi informazione, è al corrente di quanto sta accadendo nel mondo. La pandemia li preoccupa, ma non in maniera esasperata.

Si sentono rassicurati dalle nostre attenzione – puntualizza Liffredo -. La professionalità e anche le cure amorevoli degli operatori sono garanzia di serenità per i nostri pazienti-ospiti. Operatori che, con questi allarmismi diffusi sui media si sentono quasi colpevolizzati. Chiediamo maggiore discrezione”, ribadisce il Referente di Struttura a cui preme raccomandare “molta comprensione per i disagi provocati dalla chiusura della struttura. Ci siamo adeguati già dal primo DCPM ministeriale per il bene dei pazienti”.

Illustra l’attività degli operatori in questo periodo in cui le distanze equivalgono a scongiurare pesanti problematiche sanitarie: “L’animazione è stata molto ridotta – spiega Massimo Liffredo -. Gli anziani che possono parlare al telefono vengono messi in contatto con i loro famigliari. Non solo. L’educatore si impegna, ogni giorno, a leggere i giornali e informare sulle mai che arrivano dalle famiglie. Non c’è giorno in cui non siano concretizzate iniziative di sostegno e di contatto con l’esterno. La verifica delle distanze è, poi, un’osservazione ininterrotta”.

Please follow and like us:
error

Comments are closed.

RSS
Facebook
Facebook
YouTube
LinkedIn
Instagram