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Corruzione: arrestata Lara Comi ex eurodeputata di Forza Italia

AOSTA – In Valle d’Aosta, aveva ottenuto 311 preferenze , risultando la più votata nel collegio Italia Nord Occidentale dopo Silvio Berlusconi (1.044 voti) La donna, 36 anni, nativa di Garbagnate Milanese, è agli arresti domiciliari e risulta coinvolta nell’inchiesta dalla Procura di Milano riguardante la ‘Mensa dei Poveri’.

La Comi è stata arrestata dal Nucleo di Polizia economico-finanziaria della Guardia di Finanza, di Milano, insieme con i colleghi di Busto Arsizio. Le vengono contestate le accuse di corruzione, finanziamento illecito e truffa.

Lara Comi, stando ai riscontri dell’inchiesta, risulta implicata in tre episodi, in particolare. Nel primo, si parla di due contratti di consulenza ricevuti dalla sua società e la conseguente “promessa di retrocessione di una quota parte” a Giuseppe Zingale, direttore generale della Afol Metropolitane, arrestato oggi. Nella stessa promessa è incluso Nino Caianiello, ex coordinatore di Forza Italia, a Varese, considerato dagli inquirenti il ‘ burattinaio’ del sistema.

Lara Comi è, inoltre, accusata di aver percepito, in maniera illecita, 31 mila euro da Marco Bonometti, industriale bresciano, presidente di Confindustria Lombardia. Un versamento mirato ad ottenere una consulenza relativa ad una tesi di laurea scaricabile dal web, dal titolo “Made in Italy, brand da valorizzare e da internazionalizzare per aumentare la competitività delle piccole aziende di torrefazione del caffè”.

Del terzo ‘capitolo’ di questa ennesima storia italiana di atti illegali fa parte anche l’addetto stampa ed ex collaboratore di Lara Comi Andrea Aliverti. Per le sue prestazioni giornalistiche percepiva mille euro mensili, aumentati a tremila con l’obbligo di restituirne duemila a Forza Italia. Cifra richiesta per il pagamento delle spese della sede che l’ex eurodeputata non corrispondeva. Questo ha dichiarato al Procuratore capo Francesco Greco durante l’interrogatorio.

Giampiero Biancolella, legale della Comi, taglia corto: “E’ da valutare se ci siano le esigenze cautelari che legittimano i domiciliari. Sobo fatti vecchi e documentati”.

S.L.

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