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Corona virus: massima allerta in Pronto Soccorso per influenze anomale

AOSTA – “Ad oggi, l’Istituto Superiore di Sanità ci ha comunicato che l’unico caso di ‘corona virus, esterno ai confini cinesi, è stato riscontrato in Giappone. Per quanto ci riguarda, l’attenzione è ai massimi livelli nei casi di arrivi, in Pronto Soccorso, di persone con affezioni febbrili simili all’influenza”.

Alberto Catania, infettivologo Direttore della Struttura Semplice di Malattie Infettive dell’ospedale ‘Umberto Parini’, di Aosta, tiene a rassicurare la popolazione valdostana sulla diffusione del misterioso virus che, in Cina, ha già provocato la morte di numerosi cittadini. “In Pronto Soccorso, non si è ancora presentato nessun caso sospetto”.

Domani (giovedì 23 gennaio) – informa il medico – dovrebbe arrivare un dispaccio dall’Istituto Superiore di Sanità in cui si sottolinea il rischio di trasmissione della malattia, simile alla Sars, la sindrome respiratoria acuta severa, con serbatoio nei piccoli mammiferi. Anche nel ‘corona virus’ si riscontrano infezioni respiratorie, con dolori ossei, rinorrea, tosse e dolori muscolari”. Ricorda la ‘Mers’, sindrome respiratoria differente dalla ‘Sars’ “perché – specifica – trasmessa dai dromedari e contratta, con maggiore facilità, durante i pellegrinaggi alla Mecca”.

L’allerta è massima negli aeroporti internazionali. La stazione aeroportuale della Valle d’Aosta non è attiva; il pericolo è individuabile nei trasferimenti. “In Valle d’Aosta – sottolinea il dottor Alberto Catania – stiamo curando alcuni casi di cinesi residenti affetti da epatite virale B. Si tratta di cittadini che si sono ammalati dopo un periodo trascorso nel loro Paese“.

Informa del caso di una giovane arrivata, in ospedale, nello scorso Aprile, con il morbillo. “Una infezione ad uno stadio molto elevato che, con molta probabilità, ha contratto nell’aeroporto di Londra. Il morbillo – sottolinea l’infettivologo – è la malattia più diffusa al mondo. Raccomando il vaccino”, conclude il dottor Alberto Catania.

Ritorna sul ‘corona virus’ puntualizzando come, l’impossibilità di effettuare screening nell’ospedale regionale, costringerebbe i medici, in casi influenzali sospetti, ad inviare i campioni all’ospedale Amedeo Savoia, di Torino. Raccomanda la Direzione dell’azienda sanitaria di “non ridurre le stanze singole in cui ricoverare persone con sindromi respiratorie anomale che richiedono l’isolamento”.

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