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Consiglio regionale: personale RSA in Tribuna. “Ascoltate anche la nostra posizione”

AOSTA – Camici bianchi, questa mattina, nell’aula del Consiglio regionale. Una rappresentanza di infermieri professionali e Operatori Socio Sanitari della RSA si è seduta in tribuna per reiterare, nel più assoluto silenzio, il dissenso al trasferimento, a Variney, della Residenza Sanitaria Assistita, struttura allestita all’interno della Casa di riposo ‘JB Festaz’, ad Aosta

Una presenza silenziosa che ha comunque sortito l’effetto auspicato: l’interruzione dell’Assembla nel momento in cui l’ordine del giorno è arrivato al punto del dibattito sulla mozione relativa al ‘blocco del trasferimento della RSA’ nella località del Comune di Gignod.

Uno ‘stop’ di 60 giorni in attesa che venga depositata la nuova legge sul welfare e una valutazione, in termini contestuali, della normativa riguardante la delocalizzazione della Residenza per anziani e inabili.

La delegazione del personale sanitario è stata ricevuta in sala Commissioni; presenti anche le capofila della raccolta firme in cui si perorava la contrarietà al trasloco della sede dal ‘JB Festaz’ alla ‘micro’ di Variney. Petizione sottoscritta da 295 persone coinvolte in maniera diretta e semplici cittadini solidali. Presente anche una rappresentanza dell’Unités des Droits, associazione costituita, nel 2015, contro la privatizzazione delle microcomunità, presieduta da Grazia Del Rio. Che ha obiettato sulla tempistica della legge: “La aspettiamo da anni”, ha rincarato.

La maggioranza ha, però, annunciato un allungamento dai precedenti 60 giorni agli attuali, possibili, 180 giorni per la promulgazione della normativa, disorientando i dipendenti. C’è di più. Nello stesso ‘vis à vis’ infermieri e Oss hanno saputo che la V Commissione consigliare verrà incaricata di approfondire i risvolti del trasferimento, defilandosi da chi ha osservato che “avrebbero dovuto essere già stati fatti”.

E’ palpabile l’apprensione di chi lavora a stretto contatto con i pazienti della RSA, ambiente in cui sono accolti cittadini con gravi patologie psichiatriche, deambulatorie, non soltanto in età avanzata.

Voci rassicuranti dei commissari hanno abbozzato un “è ancora tutto da decidere”, rafforzato da un’altra affermazione garante: “Pensiamo al benessere di tutti, non soltanto di alcuni”. E, di seguito, un interrogativo incoraggiante: “Ha senso bloccare questa situazione per 180 giorni?”.

S.L.

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