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Cogne: imminente l’avvio dei test sierologici sui residenti

COGNE – Due giorni, il 4 e 5 giugno, per realizzare un’analisi sanitaria della popolazione. Test sierologici, esami di fondamentale importanza per la verifica della situazione immunitaria dell’intera comunità. Saranno esami gratuiti, (l’esborso lo sosterrà il Comune), facoltativi, coordinati dall’IRV e realizzati nella palestra comunale, per gli abitanti del capoluogo e nelle ex scuole per i residenti delle frazioni Gimillan e Epinel.

La clinica Salus Alliance Medical, di Genova, analizzerà i campioni di materiale ematico, ricercando due categorie di anticorpi: IGG e IGM; i risultati verranno comunicati al Servizio di Igiene Pubblica dell’Usl per l’effettuazione dei tamponi, qualora venissero riscontrati casi positivi all’infezione da coronavirus.

I dati saranno trattati in assoluto anonimato e comunicati, in via riservata, ai titolari dei medesimi. L’iniziativa è stata caldeggiata dalla Giunta guidata dal sindaco Franco Allera: “Vorrei precisare – dichiara – che queste analisi non sono finalizzate a fornire una liberatoria a coloro che dovessero risultare immuni, ma di avere una fotografia dello stato attuale della comunità”.

Nella località, ‘Perla delle Alpi’, la prima, in Valle, a concretizzare questo test, il virus ha contagiato tre residenti; altri cinque sono stati in isolamento domiciliare. “Un contagio estraneo al turismo”, tiene a puntualizzare il primo cittadino, rilanciando come il ‘progetto salute’ sia finalizzato a scongiurare, comunque, la malattia nell’imminenza della stagione estiva. Estate che, in ogni caso, non si presenta sotto i migliori auspici, stando alle percezioni degli operatori turistici.

Fondamentale, nella realizzazione dei test, la collaborazione del Professor Fabio Truc, Fisico dell’Università degli Studi, di Torino. Ateneo che utilizzerà i risultati dei test nell’ambito di uno studio predisposto per verificare le modalità di propagazione del virus all’interno di una popolazione chiusa.

“Da quando si sono verificati i primi contagi – ricorda il professionista nativo di Cogne – è stato dichiarato il ‘lockdowun’. E’ importante, quindi, constatare le dinamiche di diffusione del virus in una popolazione sbarrata a ingressi esterni. Sarà uno studio che coinvolgerà una comunità eterogenea, su base quantitativa per il dosaggio delle immunoglobuline di tipo ‘G’. Un’affidabilità molto elevata”.

Entusiasta la quasi totalità dei ‘cogneins’. L’imprenditore Carlo Jeantet non lesina i consensi per questo ‘programma benessere’. “Ritengo – commenta – che l’assenso sia generale. Abbiamo vissuto un dramma. Ho amici che per decenni non hanno mai avuto una minima influenza e quest’anno si sono ammalati. Sono guariti, stando a casa. Ma sono stati molto male. Molti altri hanno avuto un’influenza pesante più del solito”. Ribadisce il suo plauso all’iniziativa comunale.

Disorientato, staccato, non del tutto d’accordo, il titolare del Bar Grivola: “Mi sembra esagerata questa iniziativa, se la gente sta bene”. Sottolinea: “Se si vuole fare per sicurezza, ok. Ma se si sta bene perché farlo”, ripete.

Del tutto indifferente Emma Grappein, residente in frazione Crétaz. Indifferenza più che consentita dalla carta di identità: 89 anni. “Se viene il dottore a casa forse lo faccio”. In un attimo ci ripensa: “No. Alla mia età non faccio l’esame. Io sto bene”, assicura.

La titolare del ‘ Meublé du Soleil’ loda il progetto comunale: “Penso proprio che si debba essere tutti d’accordo. E’ molto utile per la nostra salute”.

Entusiasta sotto ogni punto di vista anche Filippo Gérard, Presidente dell’ADAVA e albergatore: ” Sono molto soddisfatto – sottolinea -. Si tratta di un’iniziativa mirata al benessere della collettività”.

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