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Cinquecento firme raccolte sul web per la costruzione di un nuovo ospedale

AOSTA – Hanno scelto la società for profit Change.org, gestore della piattaforma on line gratuita di campagne sociali, i rappresentanti del Comitato promotore ‘Nuovo Ospedale Valdostano’, impegnato nel dare una svolta epocale alla Sanità della Valle d’Aosta. Un cambiamento radicale sintetizzato nel cartello in cui troneggia la rassicurante speranza che ‘Nulla dovrà essere come prima’.

Svolta, innanzitutto, sotto il profilo edilizio, con la realizzazione di una nuova struttura ospedaliera sostenuta, peraltro, da un numero consistente di cittadini. Ad oggi, hanno firmato la petizione veicolata on line cinquecento residenti.

tre rappresentanti del Comitato

Un avvio promettente, galvanizzante per il Comitato promotore rappresentato, nell’odierna conferenza stampa, da tre dipendenti emeriti dell’azienda USL Enzo Blessent (ufficio tecnico), Paolo Pierini (medico) e Graziano Tacchella (ufficio tecnico).

Covid-19′ docet e, quindi, il traguardo da conseguire dovrà essere allineato alle regole della Sanità del Terzo Millennio, marchiata a fuoco da una pandemia fra le più insidiose dal Dopoguerra ad oggi.

Un virus ancora semisconosciuto che potrebbe offrire al governo regionale un’opportunità, un’occasione unica per trasformare il dramma in una concreta rinascita del settore sanitario.

Nuova vita e nuovo volto realizzabili con il Pandemic Crisis Support, credito studiato nell’ambito del Meccanismo Europeo di Stabilità per cui allo Stato italiano verrebbero assegnati 36 miliardi di euro da investire in questo comparto. Cifra che aprirebbe un portone all’avvio della concretizzazione di una struttura ospedaliera regionale, rispondente ai criteri di efficienza e modernità, come evidenziato, tra l’altro, anche dalla Corte dei Conti in riferimento alle nuove costruzioni relative alla Sanità nazionale.

Gli abitanti della Valle d’Aosta, regione con un Pil fra i più elevati d’Italia, sono costretti, da anni, a convivere con cantieri permanenti allestiti nello storico ospedale Mauriziano, poi intitolato al dottor Umberto Parini.

Struttura che ha fatto il suo tempo e, nonostante gli imponenti interventi di riqualificazione, ha mostrato notevoli e preoccupanti carenze con l’insorgere della pandemia.

Posti letto ‘inventati’ per accogliere la folla di pazienti contagiati, alcuni in gravi condizioni. Reparti allestiti sotto tendoni dedicati ai ricoveri Covid-19. Spazi ‘rubati’ all’interno e nelle aree esterne per assicurare risposte conformi alle pressanti richieste.

Si deve alla elevata professionalità dei medici e degli operatori sanitari il successo ottenuto, sull’insidiosa infezione, nella stragrande maggioranza dei ricoverati.

Ora, in ogni caso, non è più possibile rinviare il progetto di un nuovo ospedale. Che dovrebbe sorgere a Saint Christophe, in regione Croix Noire, finanziato da un insieme di pubblico e privato, sull’esempio del nosocomio di Annemasse-Bonneville.

Nell’attesa, si impone la riorganizzazione del ‘Parini’, con priorità ai pazienti Covid acuti o con complicità diagnostico-terapeutica. Come seconda misura, è in programma il trasferimento del dipartimento materno-infantile dal Beauregard al Parini.

Un prefabbricato esterno, inoltre, potrebbe ospitare la direzione sanitaria, amministrazione, ambulatori, day hospital.

La costruzione del nuovo ospedale dovrà essere un tema di prioritaria importanza fra le forze politiche già impegnate nel presentare il programma agli elettori.

Ed è proprio l’imminenza dell’election day ad alimentare la speranza dei molti cittadini che sostengono, da anni, l’urgenza di dotare la Valle d’Aosta, il ‘Carrefour D’Europe’, di una struttura ospedaliera all’avanguardia nell’ambito nazionale e nell’area Shengen.

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