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Carlo Taormina: “Non prenderò un euro. Difficile la vendita di un patrimonio famigliare”

AOSTA – “Ho difeso Annamaria Franzoni con grande impegno. Sei anni di lavoro intenso, in primo e secondo grado, fino all’atto di appello. Il risultato è riscontrabile nella sentenza molto moderata. Ma non verrò pagato. Ne sono certo”.

L’avvocato Carlo Taormina, dal suo studio, a Roma, non esprime livore nei confronti della madre del piccolo Samuele condannata a sedici anni per l’omicidio del figlio, avvenuto la mattina del 30 Gennaio 2002, nella villetta, di Montroz, a Cogne. Tre anni le sono stati condonati; dei rimanenti dieci, ne ha scontati sette in carcere e gli altri in detenzione domiciliare

Sono sempre stato convinto dell’innocenza della signora e, quindi, non avrebbe dovuto fare nemmeno un giorno di reclusione “, commenta l’avvocato, ricordando come anche una buona parte dell’opinione pubblica si fosse schierata in favore di Annamaria Franzoni . Un’Italia spaccata che “ha onorato la mia difesa, incisiva”, commenta.

Non si aspettava un epilogo così imbarazzante: sei anni di attività difensiva, con numerose trasferte ad Aosta, Torino e Monte Acuto, la località del bolognese residenza della grande famiglia Franzoni.

Mi sono rivolto ad un giudice – riprende l’avvocato Carlo Taormina – per valutare la mia attività. Non mi sono mai state pagate neppure le spese vive, nonostante sia una famiglia molto benestante”.

E quando gli chiediamo il perché non abbia chiesto almeno un anticipo, risponde con tono pacato: “Per delicatezza. Era una situazione molto dolorosa. E, poi, ero tranquillo”. Ribadisce: “La famiglia Franzoni non ha problemi economici”.

Ricorda che era stato il padre di Annamaria a contattarlo per affidargli la difesa della figlia. “Conservo ancora le lettere – dice – in cui mi esprimono un grande riconoscimento per quello che fatto. Mi ringraziano per l’impegno. E’ un elogio unico”.

Non ha dubbi sull’esito processuale: “Sono molto pessimista. La Franzoni ha costituito un patrimonio famigliare, rendendo la villetta di Montroz inattaccabile da possibili vendite. L’11 dicembre – continua il legale – il Tribunale di Aosta giudicherà la validità dell’atto. Mi affido alle vie giudiziarie. Ma rimango nel mio pessimismo. Questa è la vita”, il commiato dell’avvocato Carlo Taormina.

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