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Carcere Torino: Penitenziaria salva struttura da incendio doloso

TORINO – La consistente carenza di agenti di Polizia Penitenziaria nel carcere ‘Lorusso-Cutugno’, di Torino, non ha impedito di scongiurare un’immane tragedia: un incendio di notevoli proporzioni appiccato da un detenuto tunisino.

Il rogo è divampato nel Padiglione ‘C’, quinta sezione, dove vengono accolti detenuti protetti. Fiamme altissime che si sono estese ad altre strutture. In pochi secondi, il personale di polizia, dopo aver indossato maschere antifumo e tute ignifughe, è riuscito a far evacuare i detenuti dei piani quinto, sesto, settimo e ottava sezione, facendoli confluire nei cortili del passeggio. L’intervento dei Vigili del Fuoco ha contribuito a evitare il disastro.

Tre agenti di polizia sono stati accompagnati al Pronto Soccorso dell’Ospedale ‘Maria Vittoria’ per intossicazione. Sono stati dimessi nel giro di poche ore, dopo le cure del caso. Il detenuto colpevole di aver causato l’incendio è rimasto illeso. Un fatto di cronaca molto grave, accaduto a fine gennaio, che avrebbe potuto causare un’ecatombe.

La notizia è stata diffusa ai ‘media’ grazie alla volontà dell’OSAPP di informare i cittadini del clima con cui devono convivere gli agenti di polizia. Una situazione indegna di una società civile, considerando, soprattutto, il cambiamento radicale della popolazione carceraria. Da anni, gli Istituti penitenziari italiani accolgono anche detenuti provenienti Paesi esteri e, in molte carceri, la loro presenza si distingue per numeri molto più elevati dei nostri connazionali.

L’Organizzazione Sindacale Autonoma Polizia Penitenziaria è l’unica impegnata nel diffondere quanto succede all’interno delle mura. Il Segretario Generale Leo Beneduci esprime, per l’ennesima volta, il suo sconcerto.

“Non si conoscono le motivazioni del grave gesto posto in essere dal detenuto di nazionalità magrebina – dichiara -. Da molto tempo, l’Osapp denuncia aggressioni, offese, sputi, insulti nei confronti della Polizia Penitenziaria. Il tutto, nell’indifferenza dell’Amministrazione Penitenziaria centrale. Anche in questa circostanza, non si è sfiorata la tragedia soltanto grazie allo spirito di abnegazione e al senso di responsabilità degli agenti di Polizia Penitenziaria.”

Beneduci ribadisce l’ormai insostenibile carenza di poliziotti, a fronte di un sovraffollamento ai limiti del carcere torinese. Si rivolge al Ministro della Giustizia Alfonso Bonafede e al capo del Dipartimento Amministrazione Penitenziaria affinché prendano adeguati provvedimenti e sappiano “riconoscere a tutto il personale la giusta ricompensa per aver rischiato la propria vita in favore dei ristretti. Da parte dell’Osapp – chiude il segretario –le più vive congratulazioni ai poliziotti intervenuti, eroi, silenti nel quotidiano”.

S.L.

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