Press "Enter" to skip to content

Brissogne, Volontariato carcerario: bilancio contabile 2019 chiude con con fondo cassa di 13.329,81 euro

AOSTA – “Una somma soddisfacente – dichiara Piera Asiatici rappresentante dell’Associazione Valdostana Volontariato Carcerario -. Noi anticipiamo i soldi degli acquisti riservati ai detenuti. Denaro che viene documentato in maniera dettagliata”.

L’approvazione dei documenti del settore ha riguardato anche il Bilancio di Missione in cui è compreso, in particolare, l’acquisto di indumenti e di kit di igiene personale dei reclusi. “Può capitare che utilizziamo fondi per l’organizzazione di laboratori”, chiarisce Piera Asiatici.

Piera Asiatici

Spicca nell’elenco delle spese più gratificanti la realizzazione dell’Orto solidale’, ovvero, un’area coltivata dagli ospiti del penitenziario regionale il cui obiettivo sfocia nella ‘Giustizia riparativa’.

Spiega Piera Asiatici: “I prodotti coltivati vengono offerti all’Emporio Solidale Quotidiamo’. E’ una sorta di ‘restituzione’ per compensare i danni arrecati alla società dai detenuti. Che, peraltro, sono motivati, entusiasti di rendersi utili in un’attività gratificante”. Aggiunge: “Un tecnico della Cooperativa Mont Falère coordina il lavoro in questo orto così speciale”.

Obiettivo sociale a parte, l’opportunità di apprendere un nuovo lavoro può rivelarsi essenziale per concretizzare quel riscatto a cui aspirano molti finiti ‘dentro’. Gli aiuti economici garantiti all’Associazione di Volontariato Carcerario sono erogati da istituzioni pubbliche e da privati cittadini, oltre che dalla Chiesa cattolica.

Penitenziario regionale

Fra le spese prioritarie si inseriscono articoli per l’igiene, indumenti (“possiamo contare anche su quelli usati forniti dalla Caritas”, informa Piera Asiatici). Il cinque per mille erogato dai contribuenti garantisce una somma annuale di 1.200 euro, circa.

Anche l’assessorato regionale alla Sanità elargisce, ogni quattro mesi, un contributo di settanta euro alla direzione del carcere, che i volontari dell’associazione distribuiscono ai detenuti in base alla lista fornita dalla direzione stessa. Fondazione CRT, Intesa San Paolo e Regione Autonoma Valle d’Aosta sostengono parte delle spese riservate ai farmaci.

L’aspetto economico-finanziario riveste un’importanza fondamentale nel momento in cui si confronta con persone, di varia età, etnia, religione, cultura, che entrano nella Casa Circondariale di Brissogne con un sacchetto il cui contenuto ‘descrive’ il nulla che scandisce la loro quotidianità. Detenuti trasferiti, sovente, da carceri di altre Regioni, privi di contatti con le famiglie di origine e privi, soprattutto, di un nuovo progetto di vita.

Nei nostri incontri – riprende la rappresentante dell’Associazione onlus – non poniamo domande personali. Non chiediamo i motivi per cui sono qui, in carcere. Puntiamo, soprattutto, ad instaurare un rapporto di fiducia in cui primeggino la volontà e l’impegno di riaccompagnarli in un nuovo cammino sociale, famigliare e, in particolare, lavorativo. Abbiamo ottenuto risultati più che soddisfacenti. Ragazzi che, una volta scontata la pena, hanno ripreso in mano la loro vita sotto ogni profilo”.

Una mediazione di fondamentale importanza per scongiurare l’insorgere di pericolose rivolte; realtà da cui, in ogni caso, il penitenziario di Brissogne non è estraneo. In un recente passato, si sono verificate violente aggressioni nei confronti degli agenti di Polizia Penitenziaria. Casi in cui l’intervento dei volontari si è rivelato indispensabile per riportare la calma e ricondurre alla ragione gli autori delle aggressioni.

Caldeggiamo l’interazione fra detenuti e agenti, in collaborazione con gli educatori. Da tempo, nella Casa Circondariale di Brissogne si respira un clima sereno. L’emergenza Covid – conclude Piera Asiatici – ha interrotto la nostra attività. Non sappiamo nulla. Dovremmo ricevere conferme per il prosieguo nel 2021. Ma è ancora tutto in alto mare”.

Please follow and like us:
error
RSS
Facebook
Facebook
YouTube
LinkedIn
Instagram