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AOSTA, Salvini: “Libereremo la Valle d’Aosta dalle mafie. Non merita di finire sui giornali nazionali per ‘Ndrangheta”

AOSTA – Scroscianti applausi di cittadini leghisti, simpatizzanti, e non, hanno accolto, in un’Hostellerie du Cheval Blanc da ‘tutto esaurito’, Matteo Salvini, il leader della Lega invitato nel capoluogo regionale colpito al cuore dalle vicende di una classe politica che, stando alle indagini, risulta collusa con le cosche mafiose.

Sul palco, gli esponenti regionali, comunali e la coordinatrice Marialice Boldi. Per tutti, l’entusiasmo di accogliere il ‘premier’ del ‘Carroccio’, il nemico dell’illegalità, del sopruso.

E non poteva che essere la celeberrima ‘Vincerò’, della Turandot, di Giacomo Puccini, ad accoglierlo, sul palco, pochi minuti dopo le 10.30, accompagnato dall’ex presidente del governo regionale Nicoletta Spelgatti.

Aosta: Matteo Salvini ad Aostsa

Sotto l’albero di Natale 2020 avremo la Valle d’Aosta libera dalla illegalità mafiosa. Questa terra non merita di finire su tutti i giornali nazionali ed esteri per le infiltrazioni della ‘Ndrangheta”. Esordio impetuoso, sostenuto dal coro di una platea in visibilio che scandisce ‘Matteo, Matteo”.

“Vinceremo anche in Valle”, sottolinea, ricordando la ‘Waterloo’ politica dell’Umbria “dove la Sinistra ha perso dopo cinquant’anni di governo ininterrotto. Vinceremo anche Emilia Romagna e in Calabria. Regioni che verranno presiedute da donne. Anche voi valdostani avrete una presidente donna Nicoletta Spelgatti. Una scelta di candidare le donne perché sono in gamba. Troppi uomini sul mercato”.

Si cala nella realtà di casa nostra Matteo Salvini. Reagisce come se fosse direttamente coinvolto nelle vicende politiche della Regione ‘Carrefour d’Europe’. E condanna lo squallore di quanto emerso nelle inchieste Geenna e Egomnia con lo stesso sconcerto manifestato da molti residenti.

Sono orgoglioso di affermare che la Lega Valle d’Aosta ha detto ‘no’ a certe proposte di incarichi, di alleanze. Con certa gente non abbiamo niente a che fare”.

Occasione propizia per ribadire “l’attaccamento alle poltrone di alcuni politici. Come a Roma. Presto, la parola tornerà al popolo valdostano che sceglierà”.

E l’Autonomia? Tutti i presenti attendono il commento del ‘leader’ leghista su questa forma di governo conquistata, ’11 luglio 1945, grazie all’impegno dell’allora senatore Federico Chabod, paladino della Libertà della Vallée.

Eccolo l’affondo su questo importante capitolo della storia valdostana: “Attenti ai quei fenomeni che approfittano di questo periodo critico per affossare l’Autonomia, tanto decantata, ma per farsi i fatti propri“.

Dirompente nel momento in cui pronuncia le testuali parole: “Per certe persone, l‘unica Autonomia è l’ora d’aria in carcere”. Un auto ‘assist’ cercato per introdurre le vicende personali che lo vedranno a processo con l’accusa di ‘sequestro di persona. Quel giorno, ci sarete anche voi in Tribunale”, dice, mentre indica la platea e ricorda: “Sarò processato nel Tribunale di Catania, la terra dei mafiosi. Ma andrò con il sorriso. Il tempo è galantuomo. Viva la Valle d’Aosta”, il commiato di Matteo Salvini da una folla che urla “Grazie di esistere, Matteo”.

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