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Aosta: invalida al 100% si vede bloccare la ‘card’. “Non ho di che vivere”

AOSTA – Incredula, disorientata, ma, soprattutto disperata di fronte ad una situazione inattesa, piombata sulla sua testa da un giorno all’altro.

Patrizia Scaglioni, 66 anni, residente nel quartiere Cogne, non sa darsi una spiegazione a quanto le è accaduto. O meglio. La banca Unicredit, in cui è correntista, non le ha dato delucidazioni relative al blocco della ‘Genius Card’, stando a quanto asserisce.

Percepisco 280 euro come pensione di invalidità più altre cinquecento dall’Inps – dichiara la donna -. Domani mi versano la prima somma e il primo settembre il secondo vitalizio. Ma io non potrò ritirarli. Sono senza un euro. Vivo grazie alla generosità di alcuni amici. Vi sembra logico?”.

Il tutto ha un prologo che risale ad un paio di settimane fa. Patrizia Scaglioni si reca alla Banca San Paolo, la filiale vicina alla sua abitazione, per ritirare del denaro. La macchina non lo eroga. “Mi capita di andare in questa banca quando non mi sento bene. E’ più comoda”.

L’impossibilità di ritirare la somma digitata le suggerisce di rivolgersi all’UniCredit, di Verona, sportello prioritario, dove spiega il fatto. Le viene risposto di rivolgersi alla sede di Aosta. Comincia il rimbalzo di responsabilità di fronte al quale Patrizia Scaglioni ha le mani legate. Cosa fare se nessuno le fornisce una spiegazione concreta, esaustiva?

Non posso fare niente perché non mi spiegano il motivo della mancata erogazione. Dall’estratto conto, oltretutto, non risulta nulla di anormale. Quando ho chiesto un prestito alla banca me lo hanno rifiutato. Si sono, però, rivelati subito pronti a privarmi di quei pochi soldi con cui devo vivere”.

La parola passa a Christian Perriello consulente di UniCredit, filiale di Aosta: “La signora Scaglioni – specifica – ha fatto un prelievo ad un altro sportello Bancomat, ma non risultano addebiti sul suo conto. In una seconda banca ha prelevato 250 euro restituiti, poi, dal personale del numero verde di riferimento. Rimborso con richiesta di giustificativa da parte della signora. Relazione che, però, non è stata prodotta. A questo punto – sottolinea Christian Perriello – gli addetti del numero verde hanno inviato l’addebito alla diretta interessata che dichiara di non aver ricevuto la richiesta di invio della documentazione giustificativa. In tutta sincerità – conclude il consulente –siamo di fronte ad una situazione mai accaduta, ma che ci stiamo impegnando per risolverla. La signora deve premurarsi di inviare quanto sollecitato dal numero verde”.

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