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Afragola stazione TAV: dai rifiuti nascosti all’essere definita “Abusiva”. Ecco i nodi sui quali la Procura ha lavorato

Stazione Tav Afragola: dai rifiuti nascosti, al cemento utilizzato, all’intreccio politico affaristico fino all’essere definita “abusiva”. Chiariamo subito che l’inchiesta partita a Luglio 2017, che poi divenne di interesse della Procura di Napoli Nord, fu grazie a questo giornalista ed a questo giornale che a Febbraio dello stesso anno scrisse su queste colonne il problema della mancata bonifica ambientale sul parcheggio Ovest prima che la stazione venisse inaugurata. Quindi, si ebbe subito contezza che in quel cantiere, dove si stava realizzando un opera mastodontica costata alle casse pubbliche più di 100 milioni di euro, e che RFI cercava di tagliare il nastro nel più breve tempo possibile, qualcosa non andasse per il verso giusto. Il fattore ambientale è solo un dei tanti anelli di una catena che la Procura di Napoli Nord con il magistrato Giovanni Corona e con l’aggiunto Domenco Airoma coordinato dal procuratore capo Francesco Greco, hanno congiunto riuscendo a generare di fatto un quadro abbastanza chiaro di come quell’opera sia stata costruita. Da una bonfica ambientale contestata dalla provincia di Napoli, alla sparizione di 7000 metri cubi di rifiuti, al tipo di cemento utilizzato nei pilastri, al mancato collaudo dichiarato dall’ANSF (agenzia nazionale per la sicurezza delle ferrovie) che fino all’anno scorso, cioè precisamente a Maggio del 2018, risultava che l’opera era in funzione con il solo collaudo della linea, per inserirsi poi nella faccenda che riguarderebbe il permesso a costruire. Al comune di Afragola, su dichiarazione del dirigente al settore pubblico, nel fascicolo non c’è nulla. Anche se l’opera è di interesse strategico nazionale, partorita nell’atto procedimentale del 1999 da cui nacque il Piano dei Cinque comuni, ( quindi non ci vorrebbe il permesso) comunque il comune di Afragola aveva l’obbligo nonché il dovere di vigilare sul rispetto dell’accordo siglato nel 1999 poiché essendo firmatario dell’atto aveva delle precise responsabilità. Questione questa, al vaglio della Procura. Eppure, il primo di Luglio, l’attuale amministrazione comunale, ha dato anche l’assenso al pagamento del parcheggio senza controllare se la struttura fosse regolare o meno. In tutto questo, la spinosa questione dei rifiuti, fu rilevata in principio dalla provincia di Napoli ( e raccontata da questo giornalista) che contestò il metodo di smaltimento dei rifiuti nel cantiere della stazione ritenendolo irregolare dove mancava pure l’analisi delle acque di falda. Per non parlare poi dell’intreccio politico-affaristico di alcune ditte di Afragola vicine ad un politico locale appartenente alla ex amministrazione comunale. La Procura di Napoli Nord esprime un non comment. Ma i beni informati parlano di indagini già in dirittura d’arrivo con pesanti richieste. A commentare l’opera ombreggiata da presunti scandali è stato il consigliere comunale Michele Bencivengapremesso che la conferenza dei servizi prevede la realizzazione dell’opera, e che comunque il controllo sul territorio è sempre in capo al sindaco, così come recita il testo unico dpr 380/01 . Vorrei capire come mai non si smentiscono queste affermazioni fatte da un tecnico incaricato e non capisco come mai gli studi di progettazione che comunque hanno l’obbligo di indagare il suolo in termini geologici e geotecnici, non smentiscono queste affermazioni che sembrano avere una loro fondatezza.”

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